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IL CACCIATORE ERRANTE

Presentazione Libro

IL CACCIATORE ERRANTE

"siamo i volti di un'unica grande anima"

Maggio 2014 presentazione del nuovo libro, una raccolta di pensieri, poesia, prosa e immagini, i cui primi proventi andranno in beneficenza all'Associazione Tam Tam per gli orfani di Addis Abeba.

Sotto alcune foto insieme all'associazione ed eventi svolti a Roma e dintorni.

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Premiazioni, interviste e articoli di giornale

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Il Cacciatore Errante

IL DEBITO DELLA GRECIA (o dell'Europa?)

Dalle Università ai campi profughi, tra Salonicco e Atene

GRECIA PROJECT, un nuovo documentario Nova Lectio

Luca Di Bianca (scrittore-viaggiatore), Simone Guida (Nova Lectio YouTube channel) e Giovanni Murgia (videomaker) di nuovo in viaggio insieme per la creazione di un documentario in uscita a febbraio 2025 sulla Grecia post crisi, sulle questioni economiche-sociali e le nuove sfide, da Salonicco ad Atene, dalle Università ai campi profughi. Come Leonida (foto in copertina) e i suoi Spartani difesero le Termopili contro un nemico schiacciante, così i Greci dopo la crisi, stanno trovando la forza di rialzarsi e ricostruire il proprio futuro. La loro resilienza, forgiata nelle difficoltà, è stata la chiave per superare le sfide e rinascere più forti di prima.1 grecia 20241218 135226 800x600La CRISI ECONOMICA GRECA, che ha avuto inizio nel 2009, è stata una delle più gravi della storia recente. La Grecia ha affrontato una grave recessione, con un alto tasso di disoccupazione, un crescente debito pubblico e una riduzione drastica dei servizi sociali. La crisi è stata in gran parte causata dalla combinazione di un debito pubblico insostenibile, una gestione economica inefficiente e la crisi finanziaria globale. Le politiche di austerità imposte dall'Unione Europea e dal Fondo Monetario Internazionale hanno avuto un impatto devastante sulla popolazione, portando a un aumento della povertà e delle disuguaglianze. Nonostante i segnali di ripresa negli ultimi anni, la Grecia continua a fare i conti con le cicatrici lasciate dalla crisi. 2 grecia 20241218 143932 800x600Sopra l'intervista all'esperto di Economia Kostantinos Papadopoulos presso l'Università Aristotele di Salonicco  

Un'altra questione importante che grava sull'impatto economico e sociale del paese è quella dell'IMMIGRAZIONE soprattutto derivante dai paesi del Medio Oriente. La Grecia è "la porta dell'Europa" dove tutti i profughi vorrebbero andare, una sorta di paradiso per chi scappa da guerre e fame ma la loro corsa si infrange nel limbo dei campi profughi. Il documentario ha fatto una tappa importante a quello di Diavata con interviste e donazioni per dare luce al progetto sostenuto dai volontari di "Naomi" presso la struttura "Casa Base" con a capo Dorothee Vakalis (nella foto sotto).grecia 20241219 120134 800x600Il campo profughi di Diavata ospita migliaia di rifugiati e migranti. Le condizioni nel campo sono spesso difficili, con accesso limitato a risorse essenziali come acqua, cibo e assistenza sanitaria.grecia 20241219 124929 800x600grecia 20241219 132108hL'associazione "Naomi", attraverso il progetto "Casa Base", offre supporto fondamentale ai rifugiati di Diavata, fornendo accoglienza, assistenza legale e psicologica, nonché attività di integrazione sociale e culturale. L'obiettivo principale di Casa Base è creare un ambiente sicuro e dignitoso per i migranti, promuovendo l'autonomia e la tutela dei diritti umani, in un contesto di grande vulnerabilità. (In basso le attività con i bambini e la distribuzione di beni di prima necessità)grecia IMG 20241219 WA0013 450x600grecia IMG 20241219 WA0053 800x600Luca Di Bianca aveva già visitato e fatto attività di volontariato presso "Casa Base" nel 2022.saloniccoIMG 0057 800x533saloniccoIMG 20220310 151311662 HDR 800x600Salonicco la torre bianca e l'arco di Galerio467736462 937899521321824 6831827909983902797 n 450x600grecia 20241218 221649 685x600

NELLE TAVERNE DI SALONICCO

Il rebetiko è un genere musicale nato nei quartieri popolari di Atene e Salonicco all'inizio del XX secolo, spesso associato alla vita degli emarginati, dei rifugiati e dei lavoratori. La sua musica, influenzata dalla tradizione greca, turca e dei Balcani, esprimeva il dolore, la resistenza e la ricerca di libertà in tempi di difficoltà. Con il suo ritmo ipnotico e le sue parole cariche di emozioni, il rebetiko trasmette un messaggio mistico di resilienza e speranza, trasformando il dolore in bellezza e offrendo un rifugio spirituale a chi lo ascolta. Sotto l'incontro e l'intervista al musicista Alekos Tsolakis.1 grecia 20241217 190918 800x600Visita, intervista e donazione all'associazione WAVE (World Action Volunteers for Elimination of Hunger), un'organizzazione di volontariato a Salonicco che si dedica alla preparazione e distribuzione di pasti caldi per i senza tetto e i rifugiati. Attraverso il suo lavoro, WAVE cerca di alleviare la povertà e la fame nelle persone più vulnerabili, offrendo supporto nutrizionale e solidarietà in un contesto di crescente difficoltà sociale. L'associazione si impegna a garantire un aiuto concreto a chi vive in condizioni di estrema precarietà.grecia 20241218 164303grecia 20241218 164414

PASSO DELLE TERMOPILI, monumento a Leonida

Leonida I re di Sparta è ricordato per il suo eroico sacrificio durante la Battaglia delle Termopili nel 480 a.C. Con soli 300 soldati spartani, resistette contro l'immensa armata persiana di Serse che all'ordine di deporre le armi rispose con "vieni a prenderle",ribadendo l'impossibilità di sottomettersi alla volontà persiana, esprimendo un'incredibile fierezza e un rifiuto netto alla resa, scegliendo di combattere fino alla morte per difendere la Grecia. grecia 20241220 111036 800x600

ATENE

Piazza Syntagma è stata il cuore pulsante delle proteste durante la crisi economica greca. Davanti al Parlamento ellenico (in foto), migliaia di cittadini si sono radunati per manifestare contro l’austerità imposta, trasformando questo luogo simbolico in un teatro di tensioni sociali e richieste di giustizia economicagrecia 20241220 154905 800x600Tra le interviste svolte nella capitale greca, quella al professore di sociologia dell'Università di Atene, Theocharis Malamidisgrecia 20241220 164353 800x600In basso altre interviste in terra greca: Fenia Tsaganakis (madre e business woman), Sofia Dimos (studentessa), the Manager of Blue Bottle Hotel,Michalis Goudis (giornalista e direttore dell' Heinrich Böll Stiftung di Salonicco)grecia 20241218 113552 800x600grecia 20241218 120504 800x600grecia 20241219 100651 800x600grecia 20241219 163517 800x600Il Partenone, maestoso tempio dorico dedicato ad Atena, domina l'Acropoli di Atene, simbolo della civiltà classica e della democrazia. grecia 20241221 081140 800x600grecia 20241221 080931 800x600

RIFLESSIONI SUL DEBITO GRECO (o NOSTRO?)

Forse non è la Grecia ad essere in debito con l'Europa, ma è l'Europa ad essere in debito con la Grecia. Il loro legame con la cultura, la filosofia, la democrazia e l'arte è un debito che trascende il tempo e che non può essere ripagato in denaro. Ogni progresso che abbiamo fatto, ogni conquista che celebriamo, affonda le radici nella loro eredità. Eppure, troppo spesso dimentichiamo che la nostra civiltà è cresciuta sulle fondamenta che loro hanno gettato. Se esiste un debito, è il nostro verso di loro, per tutto ciò che ci hanno donato e che continua a vivere nelle nostre menti e nelle nostre società. grecia 20241221 080923 800x600

Ogni attimo è eterno perchè è l'ultimo

ed è quello che ci invidiano gli dèi

IL LATO OSCURO DI BALI

Il paradiso più squallido del mondo

IL LATO OSCURO DI BALI - nuovo documentario Nova Lectio

Bali, l’isola indonesiana di circa 4,5 milioni di abitanti, è conosciuta in tutto il mondo come un paradiso turistico: spiagge da sogno, feste in stile Ibiza e un fascino spirituale fatto di antichi rituali e monumenti induisti. Ma dietro questa immagine idilliaca si nasconde un lato oscuro di cui si parla poco. Nel video si va a fondo per capire perché Bali non è solo il “paradiso del turismo” che molti immaginano.

Si parte con una panoramica sulla storia dell’isola e su come sia diventata una delle principali mete turistiche globali. Dopo una breve introduzione, il documentario esplora il funzionamento del mercato della prostituzione a Bali e le dinamiche che spingono persone a entrarne a far parte. Viene quindi analizzato il legame tra turistificazione e mercato del sesso, mostrando come questi fenomeni si siano intrecciati nel tempo. Nella parte finale si riflette su cosa significhi tutto ciò per il futuro dell’isola, chiedendosi se Bali stia diventando un nuovo “Far East” del turismo.

Luca Di Bianca e Simone Guida aka Nova Lectio20250623 120432 BALI cell 800x600...alcuni scatti in giro per l'isola...

PURA TAMAN AYUNIMG 0574 BALI 800x533IMG 0577 BALI 800x533IMG 0579 BALI 800x533IMG 0583 BALI 800x533JATILUWI RICE FILED20250621 121131 BALI cell 800x60020250621 122356 BALI cell 800x600IMG 0587 BALI 800x533IMG 0606 BALI 800x533IMG 0608 BALI 800x533IMG 0619 BALI 800x533ULUN DANU BRATAN 20250621 151824 BALI cell 800x600IMG 0630 BALI 800x533IMG 0634 BALI 800x533ALBA SUL MONTE BATUR 20250622 060914 BALI cell 800x60020250622 100213 BALI cell 800x600IMG 0636 BALI 800x533IMG 0647 BALI 800x533IMG 0648 BALI 800x533IMG 0657 BALI 800x533TIRTA EMPULIMG 0660 BALI 800x533IMG 0661 BALI 800x533IMG 0663 BALI 800x533IMG 0669 BALI 800x533IMG 0673 BALI 800x533TANAH LOT TEMPLE20250623 120034 BALI cell 800x600

...alcuni commenti sul canale youtube...

"Sono indonesiano e vi ringrazio davvero per aver fatto questo documentario. Lo sapevo che a Bali ci sono dei problemi nascosti. Sopratutto il overtourism e la povertà. E' molto difficile a trovare lavoro normale a Bali. Bisogna lavorare fuori Bali. Per non parlare di fatto che il governo non protegge i locali col cuore. Pensano solo ai soldi dai turisti. Che tristezza è. Non vorrei che Bali perdesse sua anima"

"Ho visto varie persone (turisti e "nomadi digitali") andare a Bali. Posto bellissimo, dove puoi affittare stanze d'albergo o intere case incredibili a prezzi relativamente irrisori, lavorare al computer in bar molto trendy sulla spiaggia, eccetera eccetera; però mi ha sempre dato l'impressione di un paradiso di plastica costruito a uso e consumo dei turisti mentre i residenti si accontentano delle briciole. Questo video mi dice che era un'impressione corretta; peccato perché speravo di sbagliarmi, almeno in parte"

Irlanda del Nord

Il confine labile tra repubblicani e orangisti

L'Irlanda tornerà di nuovo unita?

Nuovi lavori per il team di Nova Lectio in terra irlandese per un nuovo documentario sulla possibile unificazione dell'isola in uscita nell'estate del 202620260325 131034 800x600Giant's Causeway20260325 154207 800x600Dunluce Castle20260325 155121 800x60020260326 162951 800x600Donegal20260326 174102 800x600Slieve League

Le origini storiche del conflitto
Per comprendere davvero i Troubles bisogna tornare indietro di diversi secoli. Il conflitto in Irlanda del Nord non nasce improvvisamente nel XX secolo, ma affonda le sue radici nella storia della dominazione inglese sull’isola d’Irlanda.
Un momento chiave è la Plantation of Ulster del XVII secolo. Dopo varie ribellioni irlandesi contro la corona inglese, il governo di Londra confiscò grandi porzioni di terra nella provincia dell’Ulster e vi insediò coloni protestanti provenienti principalmente da Inghilterra e Scozia. Questi nuovi coloni ricevettero terre e privilegi, mentre la popolazione cattolica locale venne marginalizzata politicamente ed economicamente.
Con il tempo si formarono due comunità con identità molto diverse: 1)Unionisti o lealisti, prevalentemente protestanti, favorevoli a restare parte del Regno Unito. 2)Nazionalisti o repubblicani, prevalentemente cattolici, favorevoli a un’Irlanda indipendente e unita.
Questa divisione non era solo religiosa, ma anche politica, culturale e sociale.
Nel XX secolo la questione irlandese si intensificò con la guerra per l’indipendenza contro la Gran Bretagna. Il conflitto si concluse con il Anglo-Irish Treaty del 1921, che creò lo Stato Libero d’Irlanda (poi diventato la Republic of Ireland).
Tuttavia sei contee dell’Ulster rimasero nel Regno Unito, formando Northern Ireland. Questo evento è noto come Partition of Ireland.
In Irlanda del Nord la maggioranza protestante controllava il governo locale. Per decenni la minoranza cattolica denunciò discriminazioni in diversi ambiti: assegnazione delle case popolari; opportunità di lavoro; sistema elettorale e rappresentanza politica; comportamento delle forze di polizia.
Queste tensioni sociali accumulatesi nel tempo avrebbero poi alimentato l’esplosione del conflitto negli anni Sessanta.20260322 171737 800x60020260322 180218 800x600Belfast

Il movimento per i diritti civili e l’inizio dei Troubles
Negli anni ’60 una nuova generazione di attivisti cattolici iniziò a chiedere riforme democratiche in Irlanda del Nord. Il movimento per i diritti civili si ispirava in parte alle proteste negli Stati Uniti guidate da figure come Martin Luther King Jr.
Le organizzazioni civili chiedevano riforme relativamente moderate: fine delle discriminazioni nell’assegnazione delle abitazioni; uguaglianza nel sistema elettorale; riforma della polizia locale, la Royal Ulster Constabulary.
Le manifestazioni iniziarono nel 1968, ma spesso vennero attaccate da gruppi lealisti o represse dalla polizia. Le tensioni sfociarono presto in violenze di strada, soprattutto nelle città di Belfast e Derry.
Nel 1969 la situazione degenerò in veri e propri scontri settari. Quartieri cattolici e protestanti iniziarono a scontrarsi violentemente e il governo britannico decise di inviare l’esercito per ristabilire l’ordine.
L’arrivo dei soldati britannici segnò l’inizio di una lunga fase di conflitto armato conosciuta come The Troubles.20260323 092954 800x60020260323 093910 800x600In alto Falls Road (cattolici)in basso Shankill Road (protestanti)20260323 132850 800x60020260323 133228 800x60020260323 142205 800x600Mark, protestante di Shankill

La radicalizzazione e la nascita dei gruppi paramilitari
Con l’aumento della violenza, diverse organizzazioni paramilitari iniziarono a giocare un ruolo centrale nel conflitto.
Sul fronte repubblicano emerse la Provisional Irish Republican Army (IRA), che sosteneva la lotta armata contro la presenza britannica in Irlanda del Nord con l’obiettivo finale di unire l’isola.
Sul fronte opposto si svilupparono gruppi paramilitari lealisti, tra cui: Ulster Volunteer Force, Ulster Defence Association.
Il conflitto prese la forma di una guerra irregolare fatta di: attentati con bombe, omicidi mirati, rappresaglie contro civili, operazioni militari britanniche.
Negli anni ’70 la violenza raggiunse livelli altissimi.lo 800x600In alto Michael, ex combattente dell'IRA

Il Bloody Sunday (1972)
Uno degli episodi più traumatici dell’intero conflitto avvenne il 30 gennaio 1972 a Derry.
Durante una manifestazione per i diritti civili organizzata contro l’internamento senza processo, i paracadutisti dell’esercito britannico aprirono il fuoco sui manifestanti disarmati.
L’evento è passato alla storia come Bloody Sunday.
Il bilancio fu devastante: 14 civili uccisi e numerosi feriti
L’impatto politico fu enorme. Molti cattolici persero completamente fiducia nelle istituzioni britanniche e il reclutamento nell’IRA aumentò drasticamente.
Il Bloody Sunday divenne uno dei simboli più potenti del conflitto.20260326 104730 800x60020260326 105139 800x60020260326 110046 800x60020260326 112444 800x600John, fratello di una delle 14 vittime innocenti del Bloody Sunday20260326 120552 800x600Il carcere di Maze e la protesta degli H-Block
Negli anni ’70 centinaia di militanti repubblicani vennero arrestati e incarcerati nella HM Prison Maze, vicino Belfast. I blocchi della prigione avevano una forma architettonica particolare, simile alla lettera H, da cui deriva il nome H-Blocks. Nel 1976 il governo britannico abolì lo status di prigionieri politici per i detenuti paramilitari. Da quel momento sarebbero stati trattati come criminali comuni. I detenuti repubblicani reagirono con proteste sempre più radicali: Blanket protest: rifiuto di indossare l’uniforme carceraria. Dirty protest: rifiuto di lavarsi e protesta nelle celle
La prigione diventò un simbolo politico centrale per il movimento repubblicano.20260323 162327 800x60020260323 163633 800x60020260323 170644 800x60020260323 173056 800x600In alto Milltown Cemetery con le tombe di Gerry e Giovanni Conlon, (i 4 di Guildford, il film "Nel Nome del Padre" riporta la vicenda), in basso l'ex combattente IRA e prigioniero politico Peadar20260323 190025 800x600Bobby Sands e lo sciopero della fame del 1981
La protesta culminò nel 1981 con uno sciopero della fame guidato da Bobby Sands, membro dell’IRA.
I prigionieri chiedevano cinque concessioni principali, tra cui: non indossare uniformi carcerarie; non svolgere lavori obbligatori; poter organizzare attività politiche tra detenuti. Durante lo sciopero della fame avvenne un fatto clamoroso: Bobby Sands venne eletto al Parliament of the United Kingdom mentre era ancora in prigione.
Il governo britannico guidato da Margaret Thatcher rifiutò comunque di concedere lo status politico ai prigionieri.
Dopo 66 giorni senza cibo, Sands morì. In totale morirono dieci prigionieri durante lo sciopero della fame.
L’evento ebbe enorme risonanza internazionale e trasformò Sands in un simbolo della causa repubblicana.20260323 115106 800x60020260323 122603 800x600Robert, compagno di cella di Bobby Sands 

Tre decenni di violenza
Tra gli anni ’70 e ’90 l’Irlanda del Nord visse una situazione di violenza quasi permanente.
Il conflitto coinvolse tre attori principali: gruppi repubblicani (come l’IRA); gruppi paramilitari lealisti; esercito e governo britannico.
Le città furono profondamente segnate dal conflitto. Quartieri cattolici e protestanti vennero separati da muri e barriere di sicurezza, i cosiddetti peace walls.
Nel complesso i Troubles causarono più di 3.500 morti
e circa 50.000 feriti.
Per una regione relativamente piccola, fu un impatto enorme.20260324 160411 800x600In alto, insieme a Marc "FreedomDad" ex-combattente, loyalista ed attivista di destra insieme all'amico Mark, east-Belfast

Il processo di pace
Negli anni ’90 iniziò finalmente un lento processo diplomatico. Contatti segreti tra governo britannico, governo irlandese e gruppi paramilitari aprirono la strada a negoziati più ampi.
Il momento decisivo arrivò nel 1998 con il Good Friday Agreement.
Questo accordo stabilì: un governo condiviso tra unionisti e nazionalisti in Irlanda del Nord; cooperazione istituzionale con la Repubblica d’Irlanda; progressivo disarmo dei gruppi paramilitari; riforma delle forze di polizia.
Il referendum sull’accordo venne approvato sia in Irlanda del Nord sia nella Repubblica d’Irlanda.20260323 102304 800x600In alto Sean, ragazzo di west-Belfast20260325 105148 800x60020260325 105732 800x60020260325 115341 800x60020260325 115806 800x600In alto Carrick A-Reede

L’Irlanda del Nord oggi
Oggi la violenza dei Troubles è in gran parte terminata, ma le divisioni sociali e identitarie non sono scomparse completamente.
Molti quartieri restano separati e la memoria del conflitto è ancora molto presente nella società. Murales politici, commemorazioni e narrazioni storiche differenti mantengono vive le identità delle due comunità.
Negli ultimi anni la Brexit ha riaperto alcune tensioni, soprattutto per la questione del confine tra Irlanda del Nord e Repubblica d’Irlanda.
Nonostante queste difficoltà, la situazione rimane incomparabilmente più stabile rispetto al periodo dei Troubles.20260325 104558 800x600

In alto lo staff di Nova Lectio: da sinistra Luca Di Bianca (logistica ed interviste), Alberto Lodi (conduttore), Filippo Giaccaglia (Filmaker), Sukhraj Singh (grafico)

ISTITUTO PENITENZIARIO DI REBIBBIA

...prove di evasione mentale...

4 novembre 2015

Luca Di Bianca & Francesco Polucci presso l’istituto penitenziario di Rebibbia, Roma

Uno speciale ringraziamento a Stefano Branchi per la riuscita dell’evento.

Fotografie per gentile concessione dell’Ispettore Luigi Giannelli

UN PONTE PER LA LUNA 

-MUSICA-IMMAGINI-PAROLE di Luca Di Bianca e Francesco Polucci-

“Come stelle cadute del cielo, gli uomini che hanno smesso di credere in sè stessi vagano sulla terra senza riuscire più a guardare l’altra faccia della luna, quella faccia che quasi nessuno conosce, forse perchè ha paura a mostrare o forse perchè l’occhio umano difficilmente a vederla riesce.
Solo se si continua ad alimentare i propri sogni ed a mantenere vive le parole di chi è partito per un altro viaggio, saremo in grado di camminare stabili sul ponte della nostra esistenza che porta verso la Vera faccia della Luna”.

287 tolto il muro 800x5332867 800x5332870 800x5332881 800x5332881 bis 800x5332906 2 800x5332907 800x5332911 2 800x5332917BN 800x5332917 800x533

ITACA - contro l'anemia Fanconi

Grand Hotel Duca D'Este - TIVOLI (ROMA)

LUCA DI BIANCA & FRANCESCO POLUCCI PER IL FAMILY DAY DELL’AIRFA ONLUS

(ASSOCIAZIONE ITALIANA  RICERCA SULL’ANEMIA FANCONI)

tutto il guadagno della vendita dei libri di Luca Di Bianca è andato in baneficenza alla suddetto Onlus.

PARTORIRE MUSICA IMMAGINI E PAROLE

Il viaggiatore e scrittore de “Il cacciatore errante” Luca di Bianca e il cantautore Francesco Polucci con il suo “Project solo”, ci accompagneranno in un viaggio circolare dentro e fuori di sè, attraverso la musica, le immagini e le parole. Su uno sfondo di fotografie scattate dallo scrittore in ogni angolo del mondo, i due artisti si intervalleranno con letture dinamiche, accompagnate da chitarra e brani musicali inediti, trattando diverse tematiche dell’anima e dell’esistenza umana.

 

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Kuala Lumpur e il dominio sull'Asia

La nuova Singapore?

MALESIA

Kuala Lumpur, la città sovraurbanizzata2e5c28a2 7dec 43d9 b243 033928bab6e3 copied media2 BRUNEI 800x600Kuala Lumpur, vivace capitale della Malaysia, è un simbolo del rapido sviluppo urbano del Sud-est asiatico. Tuttavia, questa crescita accelerata ha portato con sé gravi problemi di sovraccarico urbanistico, tra cui traffico congestionato, inquinamento e perdita di spazi verdi. Per approfondire questo tema, Luca Di Bianca e Simone, aka Nova Lectio, sono partiti per la Malaysia: il loro nuovo documentario, girato sul campo, è ufficialmente online.20250615 091616 KUALA LUMPUR 800x600Il durian, famoso per il suo odore pungente tanto da essere vietato in molti luoghi pubblici, è un frutto amatissimo in Malaysia e considerato una vera prelibatezza.20250614 204744 KUALA LUMPUR 800x60020250614 205133 KUALA LUMPUR 800x600Le Batu Caves, situate a pochi chilometri da Kuala Lumpur, sono un importante sito religioso induista incastonato in una spettacolare parete calcarea. Dominato da una gigantesca statua dorata di Lord Murugan, il complesso attira ogni anno migliaia di fedeli e turisti.20250615 090235 KUALA LUMPUR n 800x60020250615 093126 KUALA LUMPUR 800x60020250615 094905 KUALA LUMPUR 800x60020250615 095205 KUALA LUMPUR 800x60020250615 100702 KUALA LUMPUR 800x60020250615 102526 KUALA LUMPUR 800x600MERDEKA SQUARE20250615 122545 KUALA LUMPUR 800x600CHINATOWN20250615 124454 KUALA LUMPUR 800x60020250615 124858 KUALA LUMPUR 800x60020250615 142244 KUALA LUMPUR 450x60020250615 142953 KUALA LUMPUR 800x600Le Petronas Towers, icone futuristiche di Kuala Lumpur, sono state per anni gli edifici più alti del mondo. Con i loro 452 metri di altezza, simboleggiano il progresso economico della Malaysia e ospitano uffici, centri commerciali e un ponte panoramico sospeso tra i due grattacieli.20250615 172502 KUALA LUMPUR 800x60020250615 185803 KUALA LUMPUR 800x60020250615 200343 KUALA LUMPUR 800x600ECO FOREST PARK20250616 102336 BRUNEI 800x60020250614 210933 KUALA LUMPUR 800x600

L'EQUILIBRIO MOLTEPLICE DELL'UNO

Presentazione libro insieme ai Cieli Azzurri

“La gente li chiama matti, pazzi, anormali, solo perché non capisce quello che pensano e dicono. Ma la loro lingua è la lingua di Dio. Per questo noi li chiamiamo “Voluti da Dio”. E dobbiamo rispettarli, tutti. A nessuno è permesso di toccarli, neanche con un dito; ed è a noi che spetta proteggerli.” Nonno Kuzja, Educazione Siberiana

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20 NOVEMBRE 2016 – Lanciani Bar & Garden, Guidonia (Roma)

Presentazione dell’ultima opera di Luca Di Bianca “L’Equilibrio Molteplice dell’Uno” e dell’ultimo progetto di musica-immagini-parole  insieme a Frank Polucci. Presente all’evento il presidente dei “Cieli Azzurri”, associazione che sostiene i ragazzi diversamente abili di Guidonia, Emanuela Bracchitta.

Gli introiti della serata e delle prime offerte è stato devoluto da Luca Di Bianca all’associazione ed ammonta a 1700 euro.

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CHI SONO I CIELI AZZURRI?

Lo scopo del Centro “Cieli Azzurri” è offrire assistenza e sostegno alle famiglie con portatori di handicap, spesso profondamente disagiate ed isolate da una società che tende ad ignorare i gravi problemi a cui sono sottoposte. Oggi circa 25 ragazzi frequentano il “Centro“: tutti con un ritardo psicomotorio medio grave. L’attività giornaliera, comprensiva del servizio mensa, si svolge dalle ore 9:00 alle ore 16:30. Per l’intero arco della giornata, con l’aiuto di personale specializzato e di volontari vengono svolte diverse attività tra cui: autonomia, teatro, giardinaggio, cucina, sartoria, nuoto.

L'EQUILIBRIO MOLTEPLICE DELL'UNO

…mai stanco di spalancare occhi e cuore sul mondo, gaudente nel riconoscere se stesso negli altri e in tutto ciò che è intorno.
Una ricerca che lo fa preda, diviene una pagina di un libro, contenente molecole viventi, gocce divine in equilibrio.
E’ assorbito dal mondo come un nascituro, è moltitudine ma vede tutto come Uno: Universo spazio infinito vuoto, terra aria acqua e fuoco;
uomini anime alberi e animali, nuvole vulcani pietre e minerali; sole luna alba e tramonto, gambe braccia cuore e volto;
un disegno divino che non appartiene a nessuno, NOI, l’Equilibrio Molteplice dell’Uno.

Diapositiva1 800x554Diapositiva11 800x554Digitalizzato 20161122 729x600 729x600roma today Lequilibrio Molteplice dellUno viaggio tra i racconti di Luca Di Bianca 001 548x600 548x600TIBURNO 2 736x600

Luca Di Bianca, Emanuela Bracchitta (presidente dell'Associazione Cieli Azzurri) e Frank Polucci.

 

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LA RESILIENZA DI HIROSHIMA

Dagli hibakusha un messaggio di pace al mondo intero

Come può la creatura che dipinge il cielo con poesie, diventare quella che lo oscura con il fumo della morte?
 
LA RESILIENZA DI HIROSHIMA, Gennaio 2025
Doppio progetto in Giappone di Nova Lectio per lavorare su due nuovi documentari in uscita nella primavera 2025. Il primo di questi su Hiroshima, legato alla questione della bomba atomica, agli hibakusha (sopravvissuti) ed il loro messaggio di pace. In foto da sinistra Marco Ferrari residente in Giappone e fixer, lo staff di Nova Lectio con Alberto Lodi, reporter e coconduttore; Luca Di Bianca, reporter e Travel Designer e  Gianpiero Santoro videomaker).
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HIROSHIMA, COME UNA CITTA' RISORGE
Il documentario intende esplorare l'incredibile resilienza di Hiroshima dopo uno degli eventi più devastanti della storia: il bombardamento nucleare del 6 agosto 1945. Nonostante perdite e distruzioni inimmaginabili, Hiroshima si è trasformata da una città ridotta in cenere a un simbolo globale di pace, rinascita e speranza.  
Attraverso interviste con sopravvissuti, storici e istituzioni chiave come il Museo della Pace di Hiroshima, noi di Nova Lectio vogliamo far luce su come la città si sia ricostruita fisicamente, socialmente e spiritualmente. Il documentario esaminerà inoltre l'impatto duraturo del bombardamento sull'identità di Hiroshima e sul suo ruolo nella promozione della pace globale.  HIROSHIMA 20250114 113517 800x600
CENNI STORICI

La scelta di bombardare Hiroshima era dovuta all'importanza militare, la concentrazione della popolazione e di molte strutture e soprattutto per mostrare la forza devastante degli USA che avrebbe portato alla resa del Giappone.
La città inoltre era difficile da bombardare convenzionalmente per via dei fiumi, invece dall'aria non ci sarebbe stata possibilità di difesa ed inoltre questo rendeva difficile i soccorsi.HIROSHIMA 20250115 092100 800x600La bomba atomica su Hiroshima, chiamata "Little Boy", è esplosa il 6 agosto 1945 e fu lanciata alle 8:15 (foto dell'orologio in alto fermo sull'ora dell'esplosione) da 9500 metri di altezza da un bombardiere americano B-29 chiamato Enola Gay. La bomba detonò a circa 600 metri sopra il centro della città, sfruttando un'esplosione aerea per massimizzare la distruzione. La temperatura arrivò a milioni di gradi e generò istantaneamente al punto di esplosione. L'onda d'urto distrusse tutto nel raggio di 2 chilometri, circa 140.000 persone morirono entro la fine dell'anno e provocò gravi ustioni e malattie da radiazioni tra i sopravvissuti. Le conseguenze includono devastazione ambientale, sofferenze fisiche e psicologiche, e danni genetici per le generazioni future.HIROSHIMA2 20250117 105049 800x600HIROSHIMA 20250115 085855 800x600HIROSHIMA 20250115 090614 800x600HIROSHIMA 20250115 090858 800x600La statua a Sadako Sasaki, una bambina colpita dalle radiazioni che inizio a piegare 1000 gru di carta credendo che ciò le avrebbe portato guarigione ed anche se non riuscì a completarle, le gru divennero simbolo universale di speranza e memoria per le vittime di HiroshimaHIROSHIMA 20250114 115622 800x600"Non dobbiamo smettere di interessarci alle guerre del mondo: ieri Hiroshima, oggi Gaza. Il dolore non cambia luogo,ma non smette di gridare". Mitsuo, volontarioHIROSHIMA 20250115 111617 800x600Gli HIBAKUSHA sono i sopravvissuti ai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki nel 1945. La parola significa "persone esposte all'esplosione". Hanno sofferto gravi conseguenze fisiche e psicologiche, tra cui malattie da radiazioni, e spesso hanno subito discriminazioni. Molti di loro si sono impegnati per promuovere la pace e il disarmo nucleare. Abbiamo intervistato due persone che ci hanno raccontato le loro storie ed un unico messaggio di pace: no a tutte le guerre.HIROSHIMA 20250115 090137 800x600

KARASHI KIRIAKI, 95 anni
"Avevo 15 anni e quel giorno e mi stavo recando in una clinica a poco piu di 1 km a nord quando esplose la bomba atomica sul ponte di Hiyama Higashi. Stavo passando sotto la grondaia di un edificio di legno e c’è stato un lampo di luce abbagliante ed un ‘esplosione che mi ha scaraventata a terra, facendomi perdere i sensi e intrappolandomi sotto l’edificio. Quando strisciai disperatamente fuori, era buio pesto e dall’altra parte del ponte c’era un mare di fuoco. Molte persone scappavano urlando, mentre il fuoco ardeva. In un attimo Hiroshima si trasformò in un inferno
Ho evitato le ustioni perchè l’edificio sotto la grondaia forniva ombra e sono sopravvissuta con vetri rotti conficcati nella testa, nel collo, nelle mani e nelle dita e contusioni docute ai pilastri dell’edificio crollato.
Poco dopo la fine della guerra soffrivo di perdita di capelli e febbre alta con sangue nelle feci, quindi pensavo di morire, ma grazie alle cure dei miei genitori sono riuscita a riprendermi.
Sono arrivato a credere di essere stata tenuta in vita per trasmettere quello che è successo alle generazioni future e do la mia testimonianza sulla bomba atomica ogni volta che ho la possibilità." 
Sposata con un marito sopravvissuto ha cresciuto due figli.
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HORIE TAKESHI 85 anni

Avevo 5 anni quel giorno e stavo con mia sorella più grande quando fummo colpiti dall'esplosione. Una luce intensa ci colpì e immediatamente dopo ci fu un'enorme onda d'urto che ci travolse. Ricordo che dopo il lampo accecante, ci fu un suono tremendo che gli abitanti di Hiroshima iniziarono a chiamare "Pikadon", che significa il boato della luce. Io e mia sorella ci sdraiammo a terra e poco dopo andammo in un rifugio antiaereo. Tornammi poi a casa ma l'esplosione l'aveva fatta inclinare su un lato e più tardi iniziarono ad arrivare persone con gravi ustioni. Ricordo in particolare due persone: un ragazzo delle scuole medie il cui volto era completamente ustionato, e una giovane donna, il cui braccio portava ancora il motivo del vestito impresso dalle ustioni. Mia madre cercava di aiutare come poteva, utilizzando strisce di stoffa ricavate dai nostri vestiti per fasciarli. Uscivo a giocare nell'orto sotto casa poiché la casa era piena di feriti ma poi iniziò a piovere all'improvviso. Quella pioggia nera poi si scoprì essere contaminata da radiazioni e tornammo subito dentro. Mio padre, un ufficiale di marina, si trovava vicino all'epicentro al momento dell'esplosione. Morì sei giorni dopo. I soldati ci portarono una piccola cassa bianca: era tutto ciò che rimaneva di lui. Non compresi subito cosa significasse, ma ricordo mia madre che si accasciò in lacrime dopo che i soldati se ne andarono.Dopo la guerra, la vita era estremamente difficile. Per sopravvivere, vendevamo tutto ciò che potevamo e ci nutrivamo di qualsiasi cosa fosse commestibile. Ricordo i giorni in cui a scuola il pasto era l’unico momento di felicità, nonostante fosse spesso costituito da cibo povero come latte in polvere o mais destinato agli animali.Mia sorella morì a 55 anni di un cancro al colon che si era diffuso ovunque e anche mia madre sviluppò un cancro al seno a 60 anni. Sopravvisse, ma perse l'uso del braccio destro. Morì a 83 anni dopo una lunga vita di sacrifici, ma con la gioia di vedere crescere i suoi nove nipoti.Io stesso ho avuto problemi di salute. A 55 anni mi fu diagnosticata un'anomalia alla tiroide, e più tardi un linfoma maligno. Continuo a vivere sotto controllo medico, ma non smetto di preoccuparmi per il futuro dei miei nipoti e dei loro discendenti.

È importante trasmettere la tragica storia della bomba atomica. Sebbene milioni di persone abbiano visitato il Museo della Pace di Hiroshima, i conflitti nel mondo continuano. Credo fermamente che dobbiamo trasformare l'economia globale, che prospera sulla produzione di armi, per eliminare le guerre.
Spero che i bambini possano crescere in un mondo dove sognare è ancora possibile.HIROSHIMA 20250116 154126 800x600HIROSHIMA 20250116 155125 450x600
Il Tempio Mitaki-dera fu trasferito a Hiroshima da Wakayama nel 1598 per dare conforto ai famigliari delle vittime della bomba atomica, rafforzando il suo legame con la memoria e la speranza di pace.
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Ohkuno Island, conosciuta come "Rabbit Island" per i numerosi conigli, nasconde un passato oscuro: durante la Seconda Guerra Mondiale fu sede di una fabbrica segreta di armi chimiche, con pesanti conseguenze per lavoratori e l'ambiente.
HIROSHIMA 20250115 140706 800x600HIROSHIMA 20250115 142904 800x600HIROSHIMA 20250115 153303 800x600Nunoshima è un'isola situata nella baia di Hiroshima e svolse un ruolo cruciale nel supporto ai sopravvissuti della bomba atomica perchè fu utilizzata come luogo di rifugio e cura per i malati di tubercolosi e le vittime delle radiazioni, ospitando un sanatorio che divenne un simbolo di resilienza e assistenza umanitaria. Abbiamo incontrato il signor Miyazaki che ci ha raccontanto la storia dell'isola e degli aneddoti sul lavoro di volontariato della madre. In basso il porticciolo dove attraccarono i feirti della bomba atomica.HIROSHIMA 20250116 110813 800x600HIROSHIMA 20250116 111337 800x600Un ringraziamento importante va a Rie Seko "Coco" per averci aiutato ad organizzare le interviste e le traduzioni senza le quali sarebbe stato impossibile comunicare. HIROSHIMA2 IMG 20250117 WA0010 800x600
 
...ogni guerra è il funerale della speranza, il trionfo di ombre che si nutrono del sangue degli innocenti...
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LA SFIDE DELL'IRAQ E DEL KURDISTAN

Le nuove generazioni alla ricostruzione del paese

Ogni cicatrice racconta una storia di lotta,

ma anche di forza che non si arrende

Reportage nella Mesopotamia per il doppio documentario in uscita nel maggio 2025. Simone Guida (Nova Lectio), Luca Di Bianca (travel management) e Filippo Giaccaglia (videomaker) in Iraq e Kurdistan con Sajad Hassan per un nuovo lavoro; dalla resilienza di un popolo che cerca di sanare le ferite lasciate da più di 40 anni di guerra alla ricostruzione del paese post ISIS con le nuove generazioni pronte a far risorgere quel territorio che è stato la culla della civiltà.HIROSHIMA2 20250202 144622IRAQ NL BASRA Punto di partenza del viaggio e luogo delle prime interviste per approfondire l'importanza della produzione del petrolio nel paese e l'intraprendenza delle giovani imprenditrici locali.HIROSHIMA2 20250202 143244IRAQ NL HIROSHIMA2 20250202 152127IRAQ NL IMG 0453IRAQ NL 3IMG 0464IRAQ NL 3MARSHES, LE PALUDI MESOPOTAMICHE sono un vasto ecosistema situato tra il Tigri e l'Eufrate, considerato il cuore dell'antica civiltà sumera.Oggi queste paludi sono minacciate dalla siccità, dalla deviazione dei fiumi e dall'urbanizzazione e rischiano di scomparire con la loro ricca biodiversità e il tradizionale stile di vita dei Marsh Arabs. Intervista al pescatore e barcaiolo Haider.HIROSHIMA2 20250203 131829IRAQ NL 546x600HIROSHIMA2 20250203 151437IRAQ NL 800x600HIROSHIMA2 20250203 152224IRAQ NL 800x600HIROSHIMA2 20250203 160425IRAQ NL 800x600HIROSHIMA2 20250203 160653IRAQ NL 711x600HIROSHIMA2 20250203 161057IRAQ NL 800x600HIROSHIMA2 20250203 164447IRAQ NL 800x600HIROSHIMA2 20250203 165152IRAQ NL 450x600HIROSHIMA2 20250203 174012IRAQ NL 655x600HIROSHIMA2 20250203 221408IRAQ NL 627x600HIROSHIMA2 Screenshot 20250203 185630 WhatsAppIRAQ NL 467x600IMG 0483IRAQ NL 3 800x533AL QURNA, la città dove Tigri ed Eufrate si uniscono e formano lo Shatt al-Arab; è tradizionalmente considerata il sito dell'Eden biblico.HIROSHIMA2 20250203 110220IRAQ NL 800x600UR, antica città sumera celebre per la sua grande ziggurat dedicata al dio Nanna, la luna. Fu una delle prime città-stato della storia e secondo la tradizione biblica è la patria di Abramo.HIROSHIMA2 20250204 112150IRAQ NL 800x600La Moschea di Ali a NAJAF, uno dei principali luoghi di pellegrinaggio per gli sciiti poiché custodisce la tomba di Ali ibn Abi Talib, che considerano il legittimo successore di Maometto e simbolo di giustizia e spiritualità.HIROSHIMA2 20250204 173008IRAQ NL 800x600HIROSHIMA2 20250204 180824IRAQ NL 654x600HIROSHIMA2 20250204 183428IRAQ NL 585x600HIROSHIMA2 20250204 185554IRAQ NL 532x600IMG 0502IRAQ NL 3 800x533IMG 0505IRAQ NL 3 800x533WADI AL SALAM è il cimitero più grande del mondo; molti sciiti desiderano essere seppelliti in questo luogo perché credono che riposare vicino alla tomba di Ali porti benedizioni spirituali e un posto privilegiato nella resurrezione nel Giorno del Giudizio.003IRAQ2 800x600BABILONIA, fondata intorno al 2300 a.C. fu una delle città più celebri dell'antica Mesopotamia. Nel periodo di Saddam Hussein viene ricostruita per la volontà di collegarsi al passato storico e legittimarne la continuità; qui infatti sorge il palazzo del dittatore, diventato poi una base militare degli americani ed ora abbandonato.010IRAQ2 800x600014IRAQ2 634x600024IRAQ2 800x600029IRAQ2 589x600033IRAQ2 800x600BAGHDAD, monumento ai martiri057IRAQ2 800x600ARCO DI CTESIFONTE053IRAQ2 800x600ABU GHRAIB, la prigione famosa per gli abusi e le torture inflitte ai prigionieri iracheni dai soldati statunitensi nel 2004. Le immagini degli abusi scatenarono un ampio scandalo e sollevarono gravi preoccupazioni sui diritti umani durante la guerra in Iraq.099IRAQ2 800x600131IRAQ2 800x544FALLUJA E RAMADI, due piccole città distrutte dai terroristi dell'ISIS. Oggi torna più che mai la voglia di ricostruire e guardare al futuro. Tra gli intervistati anche un signore che ha voluto costruire un luna park dove sorgeva una base militare, un segnale forte nel voler voltare pagina per sempre.111IRAQ2 800x600I minareti di Samarra, Al-Malwiya e quello della Moschea Abu Dulaf, sono iconiche torri a spirale del IX secolo, simboli dell'architettura islamica e della grandezza dell’antica capitale Abbaside.20250208 111259IRAQ NL 3 800x60020250208 122955IRAQ NL 3 450x60020250208 123609IRAQ NL 3 450x600Hatra era un'antica città mesopotamica ed oggi sito UNESCO; fu devastata dall’ISIS nel 2015 con la distruzione di statue e templi. Dopo la sua liberazione, sono iniziati gli sforzi per il restauro e la conservazione. 20250208 164337IRAQ NL 3 800x60020250208 165932IRAQ NL 3 800x600IMG 0545IRAQ NL 3 800x533Mosul, ultima grande roccaforte dell’ISIS in Iraq e teatro di una cruenta battaglia tra il 2016 e il 2017. Dopo mesi di combattimenti e devastazioni, la città fu liberata dalle forze irachene con il sostegno della coalizione internazionale.20250209 093451IRAQ NL 3 800x60020250209 094949IRAQ NL 3 800x60020250209 100011IRAQ NL 3 800x60020250209 100840IRAQ NL 3 800x600IMG 20250209 WA0021IRAQ NL 3b 800x600KURDISTAN, RAWANDUZ008IRAQ4 481x600014IRAQ4 800x600ERBIL è la capitale del Kurdistan iracheno ed è una delle città più antiche del mondo, con una storia che risale a oltre 6.000 anni. Oggi è un importante centro politico, economico e culturale, noto per la sua cittadella storica, patrimonio UNESCO. Importanti interviste a due attiviste kurde.
017IRAQ4 800x600056IRAQ4 709x600Gli Yazidi sono un gruppo etno-religioso curdo con credenze antiche e uniche, concentrato principalmente nel nord dell'Iraq; seguono un'antica religione monoteistica con influenze zoroastriane, sufi e cristiane, venerando Dio e l’angelo pavone Melek Taus, considerato il suo principale intermediario. Lalish è il principale santuario degli Yazidi ed considerato un luogo sacro di pellegrinaggio e spiritualità. Nel 2014, furono vittime di un genocidio da parte dell’ISIS, che massacrò migliaia di persone e ridusse in schiavitù donne e bambini. Intervista ad un'attivista Yazida. 20250209 133616IRAQ NL 3 800x60020250209 135142IRAQ NL 3 800x60020250209 135642IRAQ NL 3 800x60020250209 135720IRAQ NL 3 800x60020250209 175909IRAQ NL 3 728x600Alcuni regali consegnati ai bambini delle marshes 173IRAQ2 800x496174IRAQ2 800x497175IRAQ2 800x451HIROSHIMA2 20250203 162507IRAQ NL 800x600HIROSHIMA2 20250203 183255IRAQ NL 800x600HIROSHIMA2 20250203 1616450IRAQ NL 800x600

Anche nel cuore della tempesta più oscura

il sole ritorna sempre

Iraq e Kurdistan 2025

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LA SOLITUDINE DEL GIAPPONE MODERNO

Il contrasto tra il futurismo l'individuo

La città futurista ergeva il suo luccicante luna park come un tempio moderno, ma nascondeva anime samrrite chiuse come porte blindate dall'interno

LE LOTTE DEL GIAPPONE MODERNO

Secondo lavoro nella spedizione in terra giapponese di Nova Lectio, un documentario che uscirà nella primavera del 2025. Il documentario esplora le sfide sociologiche e psicologiche affrontate dalla società giapponese contemporanea, utilizzando come esempio delle complesse dinamiche del rapporto società/individuo Osaka, una delle città più vivaci del Giappone. 073OSAKA 800x600L'obiettivo è analizzare le aspettative poste sugli individui nella società giapponese, nei luoghi di lavoro e negli spazi culturali e il loro impatto sulla salute mentale e sul benessere. Affrontando tematiche come il fenomeno della solitudine in una metropoli vivace e le sue manifestazioni, come quella degli hikikomori, dell'"amico in affitto" e dei salarymen. In foto lo staff di Nova lectio in terra nipponica; da sinistra Alberto Lodi, reporter e coconduttore; Gianpiero Santoro, videomake; Luca Di Bianca, reporter e Travel Designer.264OSAKA 800x600

I SALARYMEN
I "salarymen" giapponesi affrontano numerose problematiche legate alla cultura lavorativa del Paese, caratterizzata da lunghe ore di lavoro, pressione costante per raggiungere obiettivi aziendali e un forte senso di dovere verso il proprio datore di lavoro. Questo stile di vita spesso porta a "stress cronico", "burnout" e gravi conseguenze per la salute mentale e fisica, inclusi casi estremi di "karoshi" (morte per troppo lavoro). Inoltre, il tempo limitato per la vita personale e familiare contribuisce a un senso di alienazione e isolamento, aggravando ulteriormente il disagio psicologico. Abbiamo intervistato diverse persone che ci hanno parlato di queste problematiche.084OSAKA 800x60020250120 202749 549x600

OSSAN RENTAL, L'AMICO IN AFFITTO

La diffusione del fenomeno dell'"amico in affitto" in Giappone è legata a diverse cause socioculturali. Tra queste, il forte individualismo urbano e l'isolamento sociale nelle metropoli dove le interazioni autentiche sono spesso limitate dalla frenesia quotidiana. Inoltre, le elevate pressioni sociali e lavorative rendono difficile costruire relazioni profonde. La cultura giapponese, che tende a valorizzare l'armonia e il controllo delle emozioni, può portare le persone a evitare di esprimere apertamente i propri bisogni emotivi. In questo contesto, gli "amici a noleggio" offrono una soluzione temporanea per soddisfare il bisogno di compagnia e ascolto, senza il peso delle aspettative relazionali tradizionali.20250120 190907 800x600

COLORO CHE STANNO IN DISPARTE
Gli "hikikomori" sono individui, spesso giovani, che scelgono di ritirarsi dalla società isolandosi nella propria stanza per mesi o anni. Questo fenomeno è causato da una combinazione di fattori, tra cui le pressioni sociali, il perfezionismo culturale, il bullismo scolastico e le difficoltà a conformarsi agli elevati standard accademici e lavorativi. La mancanza di supporto emotivo e l'alta aspettativa di successo possono portare a un senso di fallimento, spingendo gli hikikomori a evitare completamente le interazioni sociali. Siamo stati a Kobe all'università per fare delle interviste ai ragazzi insieme alla nostra traduttrice e poi abbiamo intervistato Daisuke Maeda esperto in materia
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L'IZAKAYA COME CONSULTORIO PSICOLOGICO
Il rapporto tra il proprietario dell’"izakaya" (ristorante tipico giapponese) e i clienti, ha una forte valenza sociale e psicologica. In un ambiente informale e accogliente, il proprietario diventa un ascoltatore empatico, offrendo uno spazio dove i clienti possono esprimersi liberamente, sfogare tensioni e sentirsi compresi. In una società che valorizza il controllo emotivo, l’izakaya rappresenta un rifugio di connessione umana autentica e sollievo dallo stress quotidiano.
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UMEDA SKY BUILDING
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DOTONBORI175OSAKA 800x600 800x600192OSAKA 450x600 450x600194OSAKA 800x600 800x600200OSAKA 800x600 800x600207OSAKA 450x600 450x600Il nostro amico Marco Ferrari, italiano che vive ad Osaka, ci ha parlato della sua esperienza lavorativa prima come salaryman e poi come proprietario del tour operator "Emilia Travel"087OSAKA 800x600Nella luce artificiale dei pachinko, la notte inghiotte i volti, mentre il suono incessante maschera il vuoto di chi cerca fortuna per sfuggire a sé stesso.20250120 104329 800x600In Giappone il gioco d’azzardo è spesso legato alle "pachinko" ed è diffuso a causa di vari fattori socioculturali. La pressione sociale, lo stress lavorativo e l’isolamento spingono molti a cercare una via di fuga o un momento di evasione attraverso il gioco. Inoltre, la cultura del rischio e della competizione, unita alla mancanza di altre forme di intrattenimento accessibile, alimenta questa pratica. La regolamentazione ambigua e la presenza capillare di sale da gioco facilitano ulteriormente la diffusione del fenomeno.
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DARUMA DI KATSUO-JI

I DARUMA sono tradizionali bambole giapponesi, considerate simboli di perseveranza, fortuna e realizzazione degli obiettivi. La loro caratteristica principale è l'assenza iniziale di pupille dipinte. Vengono acquistati nel tempio e quando una persona stabilisce un obiettivo o un desiderio, dipinge una delle pupille del daruma e una volta raggiunto, si dipinge anche l'altra, simboleggiando il completamento del traguardo. Vengono dunque restituiti al tempio e bruciati in una cerimonia per concludere il loro ciclo.127OSAKA 800x600134OSAKA 800x600145OSAKA 800x600Rappresentano la resilienza perchè hanno una base appesantita che li fa raddrizzare ogni volta che cadono, rappresentando la capacità di rialzarsi dopo le difficoltà. Sono rosse, colore associato alla protezione dagli spiriti maligni ed hanno la faccia barbuta perchè rappresentano Bodhidharma, che secondo la leggenda meditò così a lungo da perdere l'uso delle gambe. Sulla parte frontale o posteriore si possono trovare caratteri giapponesi come "fortuna" o "successo".

Nanakorobi Yaoki - Cadi sette volte, rialzati otto

271OSAKA 800x600Giappone 2025

Le ferite dell'Armenia

Il genocidio dimenticato e gli sfollati del Nagorno Karabakh

ARMENIA PROJECT - NOVEMBRE 2024

Un nuovo progetto unisce Luca Di Bianca e Nova Lectio, il canale YouTube di Simone Guida dedicato alla creazione di documentari sulla geopolitica e questioni sociali con più di 1 milione di iscritti.

Insieme al videomaker Giovanni Andrea Murgia, i tre ragazzi sono partiti per “dare voce a chi non ha voce” in direzione Armenia, lavorando sulla creazione di un documentario in uscita a febbraio 2025 con interviste dirette che vuole approfondire la questione del Nagorno Karabakh e del genocidio perpetrato dal governo dei Giovani Turchi durante la prima guerra mondiale che ancora oggi è una tematica “scomoda” per gli equilibri delle relazioni internazionali.
20241124 100445Armenia Nova LectioSUD SUDANjpg"Ripenso ai vari armeni che ho conosciuto nel mondo, tutti con quell'inspiegabile velo di tristezza, tutti sempre come sotto il peso di una qualche immensa ingiustizia. Come gli ebrei ma senza la loro forza, l'arroganza di quelli. Gli ebrei, grazie al fatto che la loro tragedia è parte della coscienza di questo secolo, son come riusciti a creare un sentimento che il mondo deve loro qualcosa. Gli armeni no. La loro sofferenza è stata per certi versi simile a quella degli ebrei, ma il mondo non gliela riconosce, non è stata fatta nessuna giustizia e a loro non è stata data nessuna Israele". Tiziano Terzani, Goodbye Lenin. 20241124 151637Armenia Nova LectioSUD SUDANjpgLa storia dell'Armenia è quella di una terra antica, ricca di cultura e resilienza, situata tra Europa e Asia. Gli Armeni si considerano discendenti degli Urartei, un popolo che abitava la regione intorno al lago di Van già nel IX secolo a.C. Secondo la tradizione biblica sono i discendenti di Hayk, pronipote di Noè, la cui arca si arenò sul monte Ararat (foto in basso) dopo il diluvio universale. In onore del loro leggendario antenato gli armeni chiamano il loro paese Hayastan, la terra della tribù hayk. Nel corso dei secoli, l’Armenia divenne un regno potente, raggiungendo l’apice sotto Tigrane il Grande nel I secolo a.C. quando il suo territorio si estendeva dal Mar Caspio al Mediterraneo.IMG 20241123 WA0010Armenia Nova LectioSUD SUDANjpg 450x600Uno degli eventi più significativi nella storia del popolo armeno fu la conversione al Cristianesimo nel 301 d.C., che rese l’Armenia il primo Stato al mondo ad adottare questa religione come ufficiale. Questo evento fu seguito dalla creazione dell'alfabeto armeno nel 405 d.C. da parte di Mesrop Mashtots, un'invenzione che rafforzò l'identità culturale e spirituale del popolo armeno.

Tuttavia, l’Armenia è stata spesso teatro di conflitti a causa della sua posizione strategica. Nel corso del Medioevo, subì invasioni da Persiani, Bizantini, Arabi e Turchi. Per un periodo, gli Armeni trovarono rifugio nel Regno di Cilicia, un piccolo Stato fondato nel sud dell’Anatolia, che fu un importante alleato dei Crociati.

La situazione peggiorò durante il dominio ottomano e persiano, che videro l’Armenia divisa e oppressa. Il momento più tragico arrivò durante la Prima Guerra Mondiale, con il genocidio armeno del 1915-1916, in cui circa 1,5 milioni di Armeni furono deportati e uccisi dall'Impero Ottomano. Questo evento ha lasciato una ferita profonda nel popolo armeno.

Dopo un breve periodo di indipendenza dal 1918 al 1920, l'Armenia divenne parte dell'Unione Sovietica fino al 1991, quando finalmente riconquistò la sua indipendenza con il crollo dell’URSS. Da allora, l’Armenia ha cercato di affermarsi come uno Stato sovrano, nonostante le sfide, come il conflitto con l’Azerbaigian per la regione del Nagorno-Karabakh.

La storia dell'Armenia è una testimonianza di forza e perseveranza, un viaggio segnato da momenti di grandezza e profonde sofferenze, ma sempre guidato dalla volontà di mantenere viva la propria cultura e identità (in basso Madre Armenia).20241123 120828Armenia Nova LectioSUD SUDANjpg 800x600

IL CRISTIANESIMO

Il panorama religioso dell'Armenia rurale richiamò fin dal 40 d.C. missionari cristiani tra cui gli apostoli Bartolomeo e Taddeo. Secondo la tradizione, Tiridate III proclamò il cristianesimo religione di stato nel 301. d.C. dopo essere stato curato dalla pazzia da San Gregorio armeno Illuminatore che avevo trascorso 12 anni imprigionato in un pozzo infestato dai serpenti situato sotto il monastero di Khor Virap (in basso).20241125 130953Armenia Nova LectioSUD SUDANjpg

IL GENOCIDIO ARMENO

Il genocidio armeno fu un massacro sistematico e pianificato perpetrato dall'Impero Ottomano tra il 1915 e il 1923, durante e dopo la Prima guerra mondiale. Circa 1,5 milioni di armeni furono uccisi attraverso deportazioni forzate, marce della morte nel deserto e esecuzioni sommarie. Questo crimine, considerato il primo genocidio del XX secolo, mirava a eliminare la popolazione armena dall'Anatolia, dove viveva da secoli. Nonostante il riconoscimento ufficiale da parte di molti paesi, il genocidio è ancora negato dalla Turchia, generando tensioni diplomatiche e un dibattito storico-politico tuttora vivo. In bassoimmagini dal museo del Genocidio e le interviste fatte ad una famiglia e ad una ragazza imparentate con le vittime.20241124 151653Armenia Nova LectioSUD SUDANjpg20241124 133049Armenia Nova LectioSUD SUDANjpg 800x60020241124 165539Armenia Nova LectioSUD SUDANjpg 800x60020241124 172152Armenia Nova LectioSUD SUDANjpg 800x600

IL NAGORNO KARABAKH

La questione del Nagorno-Karabakh riguarda una disputa territoriale tra Armenia e Azerbaigian, esplosa con violenza dopo il crollo dell'Unione Sovietica. Questa regione, abitata in prevalenza da armeni ma formalmente parte dell’Azerbaigian, ha dichiarato l'indipendenza nel 1991, scatenando una guerra che ha causato migliaia di vittime. Sebbene un fragile cessate il fuoco sia stato raggiunto nel 1994, il conflitto è rimasto irrisolto, con periodiche escalation, fino al settembre 2023, quando l'Azerbaigian ha lanciato un'offensiva per riconquistare la regione, da anni teatro di scontri tra le due nazioni. L'operazione ha portato rapidamente alla capitolazione delle forze armene locali, con oltre 200 vittime tra i separatisti armeni e circa 65.000 persone costrette a fuggire verso l'Armenia. Questo ha segnato la fine dell'autoproclamata Repubblica di Artsakh, che sarà formalmente dissolta il 1° gennaio 2024.20241123 123009Armenia Nova LectioSUD SUDANjpgL'offensiva ha causato una crisi umanitaria con migliaia di profughi e crescenti accuse di "pulizia etnica" da parte dell'Armenia. Tuttavia, Nikol Pashinyan, il primo ministro armeno, ha scelto di non intervenire militarmente. Questo atteggiamento ha suscitato critiche interne e proteste nel Paese. Parallelamente, Armenia e Azerbaigian stanno lavorando a un accordo di pace che potrebbe essere firmato entro la fine del 2024.

Questo conflitto riflette dinamiche geopolitiche complesse, tra il ruolo della Russia come garante della pace (contestato per la sua mancata reazione), i rapporti di Armenia e Azerbaigian con il blocco occidentale e altre potenze regionali come Israele.

In basso una famiglia di esuli dal Nagorno Karabakh20241125 163358Armenia Nova LectioSUD SUDANjpg 450x60020241125 163431Armenia Nova LectioSUD SUDANjpg 450x600IMG 0440foto armeniaSUD SUDANJPG 800x533IMG 20241125 WA0036Armenia Nova LectioSUD SUDANjpg 800x600

MONASTERO DI GHEGARD Fondato nel IV secolo, la sua storia è legata alla Sacra Lancia (Ghegard) che avrebbe trafitto il costato di Cristo, oggi al museo di Echmiadzin.20241123 160542Armenia Nova LectioSUD SUDANjpg 450x600IMG 038903. GHERARDSUD SUDANJPG 800x533...la signora l'avevo già incontrata 7 anni fa, in basso la vecchia foto e poi quest'ultimaARMENIA e GEORGIA 061 800x533IMG 038503. GHERARDSUD SUDANJPG 800x533

GARNI,il Tempio costruito nel I secolo d.C. è un raro esempio di architettura ellenistica in Armenia e l'unico tempio pagano sopravvissuto dopo la cristianizzazione del paese. 20241123 171847Armenia Nova LectioSUD SUDANjpg 800x600

La Sinfonia di Pietre di Garni è una formazione geologica straordinaria di colonne basaltiche simmetriche che crea l'aspetto di un organo naturale lungo le pareti del canyon del fiume Azat.20241123 173511Armenia Nova LectioSUD SUDANjpg 450x600

NOVARANK fondato nel XIII secolo, il monastero fu un importante centro religioso e culturale armeno, noto per essere stato sede del vescovo e per le opere del celebre architetto e scultore Momik.20241125 171612Armenia Nova LectioSUD SUDANjpg 800x600

TATEV Il monastero risale al IX secolo ed è un capolavoro architettonico situato su una spettacolare scogliera; fu un importante centro spirituale, educativo e culturale dell'Armenia medievale.IMG 0444foto armeniaSUD SUDANJPG 800x533IMG 0434foto armeniaSUD SUDANJPG 800x533Visita in una scuola di Tatev dove abbiamo intervistato un'insegnate ed una ragazza del Nagorno Karabakh rifugiata 20241126 113716Armenia Nova LectioSUD SUDANjpg 800x60020241126 122646Armenia Nova LectioSUD SUDANjpg 800x600IMG 20241127 WA0009Armenia Nova LectioSUD SUDANjpg 450x600

ECHMIADZIN è considerata il centro spirituale della Chiesa apostolica armena e sede della Cattedrale cristiana più antica cattedrale del mondo. All'interno del museo si trovano alcune reliquie tra cui (foto in basso) un pezzo della croce e la lancia di Longino che trafisse il costato di Gesù crocifisso.20241124 112604Armenia Nova LectioSUD SUDANjpg 800x60020241124 112659Armenia Nova LectioSUD SUDANjpg 800x600IMG 0411foto armeniaSUD SUDANJPG 800x533IMG 0415foto armeniaSUD SUDANJPG 800x533

Il LAVASH armeno è un pane sottile e soffice, simbolo della cultura e dell'ospitalità del Caucaso. Preparato con farina, acqua e sale, viene cotto in forni tradizionali chiamati "tonir", acquisendo un gusto unico e autentico.IMG 037302. paneSUD SUDANJPG 800x533IMG 037502. paneSUD SUDANJPG 800x533

SANTA GAYANE Il nome della chiesa si deve a Gaiana, o Gayane, una badessa romana martirizzata con altre vergini nel IV secolo per ordine del re armeno Tiridate III.IMG 0426foto armeniaSUD SUDANJPG 800x533IMG 0427foto armeniaSUD SUDANJPG 800x533IMG 0430foto armeniaSUD SUDANJPG 800x533

PASSO DEL SELIM20241127 100310Armenia Nova LectioSUD SUDANjpg 800x60020241127 100401Armenia Nova LectioSUD SUDANjpg 800x600

GEGHHOVIT In Armenia gli scacchi sono considerati una parte fondamentale della cultura e dell'istruzione, al punto che sono insegnati come materia obbligatoria nelle scuole primarie.20241127 122058Armenia Nova LectioSUD SUDANjpg 800x600

NORATUS Il cimitero di Noratus è famoso per la sua vasta collezione di khachkar, le antiche croci di pietra intagliate.20241127 133648Armenia Nova LectioSUD SUDANjpg 800x600IMG 0451foto armeniaSUD SUDANJPG 800x533

SEVANANK il monastero di Sevan è situato sulla penisola del Lago Sevan ed è celebre per la sua posizione panoramica e la sua architettura medievale. 20241127 161433Armenia Nova LectioSUD SUDANjpg 800x600IMG 0448foto armeniaSUD SUDANJPG 800x533Nonostante i soprusi la resistenza armena è un fuoco eterno, è il canto silenzioso di un popolo che sfidando l’oscurità, intreccia la speranza con l’immortalità della propria antica terra, dove le montagne sembrano sussurrare segreti celesti e i monasteri incastonati tra le rocce risuonano delle preghiere di un tempo senza fine. Qui, il cielo abbraccia la terra in un'armonia sacra, e ogni pietra narra di un popolo che custodisce l'eternità.IMG 20241127 WA0008Armenia Nova LectioSUD SUDANjpgUn ringraziamento speciale a Karo Serobyan di Original Armenia per il supporto logistico e alla nostra fantastica guida ed autista Narek, in foto insieme al centro insieme a Simone Guida, Luca Di Bianca e Giovanni Andrea Murgia.

In basso il link dell'articolo del giornalista Mauro Cifelli su "Roma Today".

Luca Di Bianca, da Guidonia all'Armenia per un documentario sugli esuli di guerra armeni

Presentazione standard1 450x600

 

LE FERITE DELLA BOSNIA

Viaggio tra Orfanotrofi, istituti psichiatrici e famiglie disagiate

BOSNIA, Aprile 2022

Grazie alle persone che continuano ad acquistare i miei libri il cui guadagno rende possibile tutto questo: donazioni in denaro, materiale sportivo e didattico, vestiti e giocattoli.

ORFANOTROFIO DI MOSTAR "Djeciji dom"

articolo mostarIMG 0053 800x534IMG 0056 800x534IMG 0062 ok 800x564IMG 20220404 112127038 HDR 800x600IMG 20220404 130644885 HDR 681x600IMG 20220404 130904238 ok 800x600

HADZICI, visita e donazioni ad alcune famiglie disagiateIMG 20220404 WA0052 800x600IMG 0091 800x534IMG 20220404 171658809 514x600IMG 0079 800x534IMG 0088 800x534IMG 0093 800x534IMG 0098 800x534IMG 20220404 171333137 800x600

ISTITUTO PER DISABILITA' FISICHE E MENTALI, ZAVOD DRIN, FOJNICA

Laboratorio dei ragazzi disabili per fare i "lavoretti" da vendere nei mercati locali e donazioniIMG 20220405 114659507 HDR 800x600IMG 20220405 114739245 800x600IMG 20220405 120153979 HDR 800x600IMG 20220405 121453929 HDR 800x600BOSNIAIMG 20220405 121551632Screenshot 20220409 173933 270x600 2Traduzione "Lo sport non ha confini Pubblicato 6. aprile 2022 Tre italiani, atleti attivi, allenatori di calcio, volontari del cuore, Cristina, Luca e Nicolas hanno trascorso la giornata con gli allenatori del KSS Drin Institute."

SARAJEVO

"cupe vampe livide stanze, occhio cecchino etnico assassino; alto il sole sete e sudore, piena la luna nessuna fortuna. Ci fotte la guerra ceh armi non ha, ci fotte la pace che ammazza qua e là, ci fottono i preti i pope e i mullah, l'ONU, la NATO, la civiltà. Bella la vita dentro a un catino, bersaglio mobile di ogni cecchino, bella la vita a Sarajevo città, questa è la favola della viltà." (GLF)

BascarsijaBOSNIAIMG 0177 800x534BOSNIAIMG 0104 800x533BOSNIAIMG 0185BOSNIAIMG 0196BOSNIAIMG 20220406 154845404Biblioteca di Sarajevo, ricostruita dopo essere stata distrutta dall'esercito della Repubblica Srpska nel 1992 durante l'assedio che durò fino al 1996.BOSNIAIMG 0170 800x533Le rose di Sarajevo sono dei simboli commemorativi; della resina rossa è stata versata nei fori sull'asfalto provocati dalle bombe durante l'assedio.BOSNIAIMG 0192 800x534Il tunnel di Sarajevo fu costruito durante l'assedio dai bosniaci con lo scopo di collegare la città  che era stata interamente isolata e circondata dalle forze serbe, con un'altra e molto più estesa parte del territorio bosniaco, passando al di sotto dell'area neutrale dell'aeroporto istituita dalle Nazioni Unite. BOSNIAIMG 0111 800x533BOSNIAIMG 0115 800x533Il ponte latino, nei cui pressi nel 1914 fu ucciso l'erede al trono di Austria e Ungheria Francesco Ferdinando d'Asburgo-D'Este e la moglie da parte dello studente serbo Gavrilo Princip.BOSNIAIMG 0194 800x537

SREBRENICA

Il massacro di Srebrenica è stato un genocidio di 8372 bosniaci musulmani e quasi altrettanti dispersi, per la maggioranza ragazzi e uomini, avvenuto nel luglio 1995 durante la guerra in Bosnia ed Erzegovina.

La strage fu perpetrata da unità dell'Esercito della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina guidate dal generale Ratko Mladić, in quella che al momento era stata dichiarata dall'ONU come zona protetta e che si trovava sotto la tutela di un contingente olandese dell'UNPROFOR.

La sentenza della Corte internazionale di giustizia del 2007 ha stabilito che il massacro, essendo stato commesso con lo specifico intento di distruggere il gruppo etnico dei bosgnacchi, costituisce un "genocidio". Ratko Mladić e Radovan Karadžić (all'epoca presidente della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina) sono stati condannati  all'ergastolo.

IMG 0119 800x533kgkIMG 0131 800x533IMG 0133 800x533Quando l'Esercito della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina riesce ad entrare definitivamente nella città di Srebrenica, migliaia di musulmani si accalcano intorno al quartier generale dai caschi blu dell'ONU olandesi.BOSNIAIMG 0151 800x533I militari olandesi e i rifugiati radunati intorno alla loro base assistettero inermi ad episodi di violenza. Alcuni uomini furono portati via e uccisi, alcune donne violentate. BOSNIAIMG 0147 800x513Sembravano uccisioni casuali, invece era un massacro «pianificato e coordinato ad alto livello».BOSNIAIMG 0166 800x533300 persone che avevano trovato rifugio all’interno della base, furono consegnati ai serbi dagli stessi caschi blu.BOSNIAIMG 0145 800x533I maschi dai 12 ai 77 anni furono separati dalle donne, dai bambini e dagli anziani, apparentemente per essere interrogati.BOSNIAIMG 0148 800x533I prigionieri venivano imbarcati su camion e autobus. A quel punto venivano trasportati lontani dalle zone abitate, fatti scendere, messi in fila e uccisi con un colpo alla testa. I loro corpi venivano poi spinti con alcuni bulldozer dentro fosse comuni e sepolti.BOSNIAIMG 0144 800x533Sono state scoperte decine di fosse comuni e i resti umani sono state identificati grazie agli esami del DNA.BOSNIAIMG 0169 800x533-«Ce ne torniamo a casa» cantano i soldati olandesi in calzoncini corti mentre ballano e tracannano birra con i serbi che applaudono divertiti- (cit)BOSNIAIMG 0168 800x533...rimangono i loro vergognosi graffiti nel quartier generale... protagonisti e complici delle violenze sessuali inflitte alle donne bosniacheIMG 0154 800x533fffIMG 0156 800x533IMG 0157 800x533IMG 0158 800x533zzz

...DON'T FORGET...

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...passaggio a Trebinje e alcuni vestiti e giochi donati...

Nel link articolo di Claudia Crocchianti

https://www.nuovepagine.it/2022/07/luca-di-bianca/

MONDADORI, ROMA

Presentazione l'Equilibrio Molteplice dell'Uno

MONDADORI BOOKSTORE Via Appia, Roma.

Presentazione dell’ultima opera di Luca Di Bianca “L’Equilibrio Molteplice dell’Uno”

…mai stanco di spalancare occhi e cuore sul mondo,
gaudente nel riconoscere se stesso negli altri e in tutto ciò che è intorno.
Una ricerca che lo fa preda, diviene una pagina di un libro,
contenente molecole viventi, gocce divine in equilibrio.
E’ assorbito dal mondo come un nascituro, è moltitudine ma vede tutto come Uno:
Universo spazio infinito vuoto, terra aria acqua e fuoco;
uomini anime alberi e animali, nuvole vulcani pietre e minerali;
sole luna alba e tramonto, gambe braccia cuore e volto;
un disegno divino che non appartiene a nessuno,
NOI, l’Equilibrio Molteplice dell’Uno

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ARTICOLO SULLA RIVISTA ON-LINE ROMA TODAY, a cura di Mauro Cifelli

http://guidonia.romatoday.it/luca-di-bianca-equilibrio-molteplice-uno.html

roma today Lequilibrio Molteplice dellUno viaggio tra i racconti di Luca Di Bianca 001 548x600 548x600

NAZIONALE ITALIANA POETI

Iniziative di cultura e sport a scopo benefico

Il giorno sabato 20 novembre lo scrittore-viaggiatore Luca Di Bianca entra a far parte della Nazionale Italiana Poeti (NIP); di seguito un estratto dal sito  www.nazionaleitalianapoeti.it per spiegare le finalità dell'associazione

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La Nazionale Italiana Poeti è un’associazione culturale sportiva senza scopi di lucro ideata e fondata dal poeta Michele Gentile. Presidente Onorario dell’associazione è il Dott. Gianni Maritati, scrittore, giornalista, Vice Capo Redattore Cultura e Spettacolo del Tg1. Socio Onorario il grande poeta Dante Maffia.

La Nazionale Italiana Poeti è composta totalmente da poeti italiani. Nasce con il preciso intento di portare letture e libri di poesia all’interno degli stadi di calcio per sublimare il connubio sport cultura nella maniera più concreta possibile.

La Nazionale Italiana Poeti prima di scendere in campo, durante l’intervallo e a partita finita,  promuove letture di componimenti poetici direttamente dal campo di calcio. La Nazionale Italiana Poeti organizza e partecipa a partite con finalità esclusivamente solidali, per raccogliere fondi che vadano totalmente destinati in beneficenza. Non chiede rimborsi spesa, gettoni di presenza, nessuna somma di denaro per giocare.

D’ispirazione Pasoliniana, la Nazionale Italiana Poeti porta calcio e poesia nelle periferie, negli ospedali, nelle piazze, nelle scuole, negli Istituti penitenziari ed in tutte le manifestazioni sportive.

La Nazionale Italiana Poeti ad oggi è’ un vanto tipicamente italiano, non esiste infatti al mondo alcuna realtà simile.

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Il "battesimo" c'è stato con l'evento presso il Colosseo "La Poesia si fa strada"

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La prima partita si è svolta il giorno 28 novembre 2021 presso Cortona per sostenere l'ospedale pedriatico Meyer.

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...e primo trofeo

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...segui tutte le iniziative nella sezione "News/Eventi"

lUCA DI BIANCA

SCRITTORE-VIAGGIATORE
Luca Di Bianca è uno scrittore-viaggiatore e scrive per beneficenza. I proventi dei suoi libri hanno finanziato diversi progetti e associazioni

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