PAMIR HIGHWAY
Tajikistan e Kirghizistan on the road
Questo viaggio segue il filo di una lettera scritta molti anni fa e mai consegnata.
Rahim e Timur, amici d’infanzia, vivevano nello stesso Paese prima che la storia disegnasse nuove frontiere. Da allora, uno è rimasto in Tajikistan, l’altro è partito per il Kyrgyzstan.
Oggi, lungo la M41, la “strada del tetto del mondo”, Rahim ripercorre il tragitto che un tempo li univa.
Si parte da Dushanbe, dove l’Asia moderna si mescola ai ricordi persiani e si sale verso le gole del Panj, il fiume che segna il confine con l’Afghanistan. Lungo la valle del Wakhan, fortezze antiche e sorgenti sacre raccontano la fede e la tenacia di chi vive ad un passo dal cielo.
Più in alto, il paesaggio diventa lunare: laghi turchesi, villaggi di pietra, yurte di nomadi kirghisi. È un mondo sospeso dove il tempo si ferma e il silenzio diventa compagno di viaggio.
Infine, la strada scende verso Osh, dove l’amico attende. La lettera non ha più bisogno di parole: l’abbraccio basta.
Nel Pamir non ci sono confini, solo orizzonti che sanno ancora tenere uniti, insieme, tutti gli esseri viventi.
La Pamir Highway viene chiamata ‘una delle strade più belle del mondo’. Ma in realtà nasce come infrastruttura militare sovietica. Non serviva per il turismo: serviva per controllare territori estremi e spostare truppe rapidamente. E attraversando questa strada incontri mondi completamente diversi: popoli iranici isolati da secoli, comunità nomadi kirghise, tracce buddhiste, zoroastriane e islamiche. Più che una strada, la Pamir Highway è una sezione aperta della storia dell’Eurasia
IN VIAGGIO VERSO IL TAJIKISTAN
Quando pensiamo all’Asia Centrale immaginiamo il vuoto. Ma il Tagikistan è stato tutto tranne che vuoto. Qui passavano le rotte tra Persia, India e Cina. Qui sono passati eserciti, mercanti… persino Alessandro Magno. Sotto questa superficie moderna si nasconde uno dei crocevia storici più complessi dell’Eurasia.
DUSHANBE
La capitale del Tagikistan fino agli anni ’20 era solo un mercato settimanale infatti il nome Dushanbe deriva dall’antico persiano e significa “il lunedi”, giorno in cui si svolgeva. È stata l’Unione Sovietica a trasformarla completamente, costruendo da zero una città moderna per controllare la regione.



VERSO KALAI KHUMB: IL CONFINE TRA DUE MONDI
Il fiume Panj da decenni divide due realtà opposte. Da questa sponda c’è il Tagikistan. Dall’altra inizia l’Afghanistan: villaggi visibili a occhio nudo, così vicini da sembrare raggiungibili a piedi.
Eppure, bastano pochi metri d’acqua per separare due mondi completamente diversi.




CASTLE KARON, KHOROG E I PAMIRI
Questo sito archeologico dimostra che il Pamir non era isolato: qui esisteva una città complessa con templi e infrastrutture avanzate.





Khorog è abitata dai Pamiri, un popolo con lingua e tradizioni diverse dal resto del Tagikistan. Seguono l’Islam ismailita, una corrente minoritaria guidata dall’Aga Khan.
GARM CHASMA
Queste sorgenti non sono solo un fenomeno naturale.
Da secoli le popolazioni locali le considerano luoghi terapeutici e spirituali.
L’acqua, ricca di minerali, viene usata per trattare malattie della pelle e dolori articolari, ma soprattutto rappresenta un punto di incontro tra natura e credenze religiose.

LA VALLE DEL WAKHAN E IL CORRIDOIO - la geopolitica visibile
Questa sottile striscia di terra esiste per una ragione molto precisa. Nel XIX secolo, durante il confronto tra l’Impero Russo e quello Britannico — il cosiddetto Great Game — si decise di creare una zona cuscinetto per evitare uno scontro diretto.
Il risultato è il Wakhan Corridor: un territorio stretto e isolato che ancora oggi separa Asia Centrale e subcontinente indiano.
CULTURA WAKHI
Nella regione del Wakhan vive il popolo Wakhi, una comunità con lingua e tradizioni proprie. Nonostante i confini moderni, questa cultura si estende tra Tagikistan, Afghanistan, Pakistan e Cina, dimostrando come le identità locali siano spesso più forti delle divisioni politiche.

FORTEZZA DI YAMCHUN
La fortezza di Yamchun domina la valle da una posizione strategica. Non era solo una struttura difensiva: controllava una delle principali rotte commerciali della Via della Seta, permettendo di monitorare e tassare il passaggio delle carovane.
BIBI FATIMA HOT SPRING
Queste sorgenti sono dedicate a Fatima, figura importante nella tradizione islamica. Secondo la credenza locale, l’acqua ha proprietà legate alla fertilità, e molte donne vi si recano ancora oggi per rituali e preghiere.
...alcuni donazione ai bambini locali derivanti dalla raccolta durante gli StoryTelling nelle scuole elementari di Roma...

STRATIFICAZIONE RELIGIOSA
Nello stesso territorio trovi resti buddhisti, tradizioni islamiche e tracce zoroastriane.
Questo perché il Pamir non è mai stato dominato da una sola cultura, ma è sempre stato un punto di passaggio.
LO STUPA DI VRANG
E'una delle prove più evidenti che il Pamir non è sempre stato islamico. Prima dell’arrivo dell’Islam, questa regione era influenzata dal Buddhismo, e questo sito era probabilmente parte di un complesso monastico più ampio.
IL PAMIR ORIENTALE
Qui il paesaggio cambia completamente: si entra in un ambiente d’alta quota, arido e ventoso.
Non è un deserto classico, ma un deserto freddo, dove l’altitudine rende la vita estremamente difficile.

I nomadi kirghizi si spostano stagionalmente con il bestiame e vivono in yurte, mantenendo uno stile di vita che è rimasto quasi invariato per secoli.
AK-BAITAL PASS
Il passo Ak-Baital, a 4655 metri, è il punto più alto della Pamir Highway.
A queste altitudini l’ossigeno è ridotto, e il corpo umano deve adattarsi rapidamente.
LAGO KARAKUL
E' probabilmente nato dall’impatto di un meteorite. Il suo nome significa ‘lago nero’, perché in assenza di luce diretta assume una colorazione scura.
TULPAR KUL, il limite umano
PICCO LENIN
E'una delle montagne più famose dell’ex Unione Sovietica. Con i suoi oltre 7000 metri, è considerato uno dei ‘settemila’ più accessibili per gli alpinisti.
VITA IN YURTA
Le yurte non sono tende turistiche, ma abitazioni tradizionali nomadi.
Sono progettate per resistere al freddo, al vento e alle condizioni estreme dell’Asia Centrale.

OSH, IL RITORNO ALLA VITA "NORMALE"
Dopo giorni nel vuoto del Pamir, si torna lentamente alla ‘vita’. L’altitudine scende, ricompaiono campi coltivati, villaggi, traffico. In poche ore si passa da un ambiente d’alta quota arido a valli verdi e fertili. È come uscire da una parentesi geografica estrema. E poi arriva Osh: mercati, persone, rumore, movimento.
OSH
E'una delle città più antiche dell’Asia Centrale. Ma la cosa impressionante è che qui la storia non è ferma nei monumenti: continua nella vita quotidiana. Sopra la città domina il monte Suleiman-Too, luogo sacro da migliaia di anni. E da qui partì Babur, il sovrano che avrebbe fondato l’Impero Moghul in India. 

Il mattino profuma di erba e cavalli. Parto presto, attraverso la valle e scendo verso Osh. Timur vive qui, ai piedi del monte Suleiman. Quando mi vede, non dice nulla. Ci abbracciamo. Gli porgo la lettera: dentro, una nostra vecchia foto nella valle del Pamir. Lui mi guarda e sorride, poi la gira e leggendo mi guarda: “Lo vedi? Anche le montagne si ricordano di noi.
Tajikistan - Kirghizistan maggio/giugno 2026
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