Kaliningrad
La Russia nel cuore d'Europa
Kaliningrad, fondata nel 1255 dai Cavalieri Teutonici come Königsberg, fu per secoli la capitale della Prussia Orientale, parte della Germania.
Dopo la sconfitta tedesca nella Seconda Guerra Mondiale, nel 1945, la città fu assegnata all’Unione Sovietica come parte degli accordi di pace per ridisegnare i confini europei.
Fu ribattezzata in onore di Michail Kalinin, uno dei leader rivoluzionari. La città fu profondamente russificata con l’arrivo di nuovi abitanti dalla madre patria.
Oggi Kaliningrad è un’enclave russa in Europa, circondata da Polonia e Lituania, e rappresenta un luogo dal passato ricco e dalla posizione strategica unica.







uesto è il parco nazionale della penisola dei Curi o Curonian Spit National Park, una striscia di sabbia magica tra il Mar Baltico e la laguna dei Curi.
Si può camminare tra dune spettacolari e foreste silenziose, respirando un senso di libertà che solo la natura incontaminata sa dare

Eccoci a Zelenogradsk, incantevole località balneare famosa per la sua storia di centro mercantile dove i gatti giocavano un ruolo fondamentale.
Questi piccoli “custodi” tenevano lontani i topi, proteggendo le merci e contribuendo alla crescita e alla prosperità della città, una tradizione che ancora oggi affascina i visitatori, tanto che i gatti sono ancora quasi adorati come veri simboli di Zelenogradsk.



A Kaliningrad sorge il Monumento ai Cosmonauti ed è qui che ho sentito l’emozione più profonda, le loro imprese mi hanno fatto riflettere su come ogni viaggio sia una conquista.
Il monumento è dedicato agli astronauti legati a questa regione e, soprattutto, ad Alexei Leonov, che nel 1965 effettuò la prima camminata nello spazio.
Sospeso nel vuoto libero, libero e leggero Leonov guardò la Terra dall’alto con un’altra prospettiva.
Già Yuri Gagarin, il primo uomo nello spazio, nel 1961 orbitando attorno al nostro pianeta disse: «Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini». Parole che ricordano come la Terra, vista dallo spazio, appaia come un unico, fragile e meraviglioso insieme, senza divisioni tra i popoli.
Questo monumento quindi non è solo un tributo agli esploratori dell’universo, ma un invito a viaggiare oltre i nostri confini interiori e a guardare il nostro pianeta dall’alto con occhi liberi e senza barriere, proprio come fecero i cosmonauti osservando la Terra dallo spazio infinito.






- No video selected.

