Angola
Deserti, cascate e popoli ancestrali
ANGOLA AGOSTO 2026
Per quasi cinque secoli l'Angola è stata una colonia del Portogallo ed il nome deriva dal titolo 'Ngola', utilizzato dai sovrani del Regno di Ndongo, e furono proprio i portoghesi ad adottarlo per indicare l'intero territorio. L'11 novembre 1975 l'Angola ottenne l'indipendenza, ma la pace durò pochissimo: quasi subito scoppiò una guerra civile che si sarebbe conclusa soltanto nel 2002, una delle più lunghe della storia dell’Africa contemporaneaNamibe prima dell'indipendenza si chiamava Moçâmedes, in onore di un nobile portoghese ed è il punto di partenza ideale per esplorare il sud dell'Angola. La sua particolarità è geografica: qui il deserto del Namib incontra direttamente l'Oceano Atlantico. È un paesaggio raro, modellato dalla corrente fredda di Benguela, che genera fitte nebbie costiere fondamentali per la sopravvivenza della vita nel deserto infatti molte piante e animali vivono proprio grazie all'acqua raccolta dalla nebbia e non dalla pioggia.
Il RED CANYON non è il risultato di un terremoto o di un'eruzione vulcanica. Questi canyon sono stati scolpiti lentamente dall'erosione nel corso di milioni di anni. Gli strati rossi raccontano epoche geologiche diversissime e dimostrano quanto il paesaggio africano sia molto più antico di quello europeo.


Tombwa. Le coste dell'Angola sono tra le più pescose dell'Africa grazie alla corrente fredda di Benguela, che porta in superficie enormi quantità di nutrienti. Per questo molti villaggi vivono ancora quasi esclusivamente di pesca, utilizzando tecniche tradizionali tramandate da generazioni
BAYA DOS TIGRES è uno dei luoghi più remoti dell'Angola. Qui il deserto del Namib si tuffa direttamente nell'Oceano Atlantico, creando un paesaggio quasi irreale. Qui si trova una città fantasma, lentamente inghiottita dalla sabbia e dal vento. Oggi Ilha dos Tigres è separata dalla terraferma, ma non è sempre stato così. In passato era collegata alla costa e ospitava una comunità di pescatori. Le correnti marine e l'erosione modificarono progressivamente il territorio fino a trasformarla in un'isola vera e propria, rendendo la vita sempre più difficile. Il silenzio è assoluto e la presenza umana è ridotta al minimo. È uno di quei posti che dimostrano quanto la natura possa essere allo stesso tempo spettacolare e ostile

L'ISOLA DELLE TIGRE. São Martinho venne abbandonata quando i cambiamenti della linea costiera resero impossibile l'approvvigionamento di acqua dolce. Oggi porte, finestre e strade vengono lentamente ricoperte dalla sabbia, creando uno dei paesaggi più inquietanti e fotografati dell'Angola



Verso il rientro a Namibe


Il relitto della Vanessa è una nave arenata lungo una costa che da sempre mette in difficoltà i navigatori. Qui l'oceano Atlantico incontra il deserto del Namib e la fitta nebbia, unita alle correnti della Benguela, ha provocato numerosi naufragi. Oggi questi relitti sembrano quasi opere d'arte, sospesi tra sabbia e mare
Questa è la Welwitschia mirabilis nome scelto dall’omonimo botanico austriaco Friedrich Welwitsch nel 1859 ed è considerata una delle specie vegetali più strane mai scoperte. Durante tutta la sua esistenza produce soltanto due foglie e nonostante il caldo estremo e l'assenza quasi totale di pioggia, alcuni esemplari superano i 1.500 anni di età, assorbendo l'acqua direttamente dalla nebbia che arriva ogni mattina dall'Atlantico
CIMITERO MUCUBALMolto prima dei regni africani e dell'arrivo dei portoghesi, queste montagne erano già abitate. Le pitture rupestri di Caraculo raccontano scene di caccia, animali e vita quotidiana, offrendo una testimonianza preziosa delle popolazioni che vivevano qui migliaia di anni fa

MERCATO MUCUBAL
La Serra da Leba grazie ai suoi tornanti perfettamente incastonati nella montagna è diventata il simbolo dell'Angola, un po' come la Route 66 negli Stati Uniti. Costruita durante il periodo coloniale portoghese, collega la costa all'altopiano superando un enorme dislivello in pochi chilometri. È senza dubbio una delle strade panoramiche più belle dell'intero continente
Se questa statua vi ricorda quella di Rio de Janeiro non è una coincidenza. Il Cristo Rei di Lubango venne costruito nel 1957 durante il periodo coloniale portoghese, ispirandosi direttamente al celebre Cristo Redentore brasiliano. Da qui si domina tutta la città e l'altopiano circostante.
Per arrivare a Oncocua bisogna percorrere centinaia di chilometri su piste sterrate. È proprio questo isolamento ad aver permesso a molte comunità locali di conservare usanze e tradizioni che altrove sono cambiate da tempo. Qui il viaggio non è solo la destinazione, ma la strada stessa.
Con il nome Vatwa si indicano diversi gruppi dell'Africa australe accomunati da una straordinaria conoscenza dell'ambiente naturale. Tradizionalmente erano cacciatori-raccoglitori e la loro sopravvivenza dipendeva dalla capacità di leggere il territorio, riconoscere le piante commestibili e seguire le tracce degli animali nel deserto.





Gli Himba sono famosi per il colore rosso della pelle, ma non si tratta di pittura. Utilizzano una miscela di ocra e grasso animale chiamata otjize, che protegge la pelle dal sole, dagli insetti e dalla disidratazione. Le loro acconciature e i gioielli raccontano età, stato sociale e ruolo all'interno della comunità: ogni dettaglio ha un significato preciso

I Muhacahona vivono in una regione dove l'acqua è una risorsa limitata e ogni attività quotidiana ruota attorno alla gestione del territorio. Le loro abitazioni, gli utensili e l'organizzazione sociale sono il risultato di secoli di adattamento a un ambiente che concede poco, ma che può offrire molto a chi lo conosce davvero.I Mucubal appartengono al grande gruppo culturale Herero, diffuso tra Angola e Namibia. La loro ricchezza non si misura in denaro ma nel numero di capi di bestiame, che rappresentano identità, prestigio e continuità familiare. Ancora oggi molti di loro seguono uno stile di vita semi-nomade, adattandosi ai cicli della natura. (in foto alcuni giochi donati dalle scuole elementari di Roma dove faccio incontri di StoryTelling)





Le donne Mumuila sono facilmente riconoscibili per le elaborate acconciature ricoperte di ocra rossa, argilla, burro e pigmenti naturali e possono richiedere molte ore di lavoro. Non si tratta di un semplice elemento estetico: ogni pettinatura racconta età, stato civile e ruolo all'interno della comunità. È un linguaggio visivo tramandato da generazioni. Ogni dettaglio comunica informazioni precise a chi appartiene alla stessa cultura.





GOLA DI TUNDAVALA
Queste enormi rocce sembrano cadute dal cielo, ma sono antichissimi monoliti modellati dall'erosione. Sono conosciute come le Pietre Nere di Pungo Andongo e per secoli hanno rappresentato una fortezza naturale. Qui sorgeva una delle capitali del Regno di Ndongo, da cui deriva il nome Angola e secondo la tradizione, la regina Nzinga utilizzò queste rocce come rifugio strategico durante la resistenza contro l'espansione portoghese nel Seicento

Le Cascate di Calandula si formano lungo il fiume Lucala e sono considerate tra le più spettacolari dell'Africa. Il rumore dell'acqua è così intenso da sentirsi a centinaia di metri di distanza." Il nome Calandula deriva da una parola delle lingue locali che indica il grande salto dell'acqua
Fondata nel 1576 dai portoghesi, Luanda è una delle città europee più antiche dell'Africa subsahariana. Per secoli è stata uno dei principali porti commerciali dell'impero portoghese e oggi rappresenta il cuore economico dell'Angola. Una città fatta di forti contrasti, dove edifici coloniali convivono con moderni grattacieli.

MUSEO DEGLI SCHIAVI
MERCATO ARTIGIANALE
MIRADOR DA LUA Questo paesaggio è stato scolpito da milioni di anni di erosione su rocce sedimentarie. Il risultato è uno scenario che ricorda davvero la superficie di un altro pianeta e inoltre continua a cambiare forma ancora oggi perché pioggia e vento erodono lentamente le pareti di argilla, modificando il paesaggio anno dopo anno
ANGOLA 2026
- No video selected.

