YEMEN
La perla millenaria
Yemen, viaggio Documentario Nova Lectio-Viandar, ottobre 2026
I Romani chiamavano questa terra Arabia Felix, l’Arabia felice. Non per il clima, ma per la ricchezza che nasceva da qui: l’incenso, una resina più preziosa dell’oro. Bruciava nei templi di Roma e d’Egitto come ponte tra uomini e divinità. Per secoli lo Yemen controllò queste rotte sacre, diventando uno dei centri economici più importanti del mondo antico. 
Seiyun — capitale della valle
Nel XVII secolo Seiyun divenne capitale del Sultanato Kathiri. Il grande palazzo reale in terra cruda non era solo residenza, ma simbolo di equilibrio politico in una regione dominata da alleanze tribali. Situata al centro della valle, la città prosperò come punto d’incontro tra commerci, agricoltura e diplomazia.





Tarim
Per secoli Tarim fu uno dei grandi centri intellettuali dell’Islam sunnita. Le famiglie di studiosi formavano giuristi richiesti in tutto l’Oceano Indiano, dall’Africa orientale all’Indonesia. Il minareto della moschea Al-Mihdar non era solo religioso: era un simbolo visibile di sapere e prestigio culturale.

Tomba del profeta Hud
Nel deserto dell’Hadramawt si trova il santuario attribuito al profeta Hud, uno dei luoghi di pellegrinaggio più importanti dello Yemen. Ogni anno tribù diverse vi si riunivano sospendendo rivalità e conflitti. Il pellegrinaggio aveva quindi anche una funzione politica: creare tregue temporanee in una società tribale complessa.
Shibam
Shibam viene spesso chiamata la Manhattan del deserto, ma la sua idea urbanistica nasce cinque secoli prima dei grattacieli moderni. Ricostruita nel XVI secolo, concentra la popolazione in torri compatte di fango per difendersi da inondazioni e incursioni. Una soluzione antica che oggi viene studiata come esempio di urbanistica sostenibile.






Wadi Do’an e la diaspora
Molti palazzi monumentali del Wadi Do’an non sono antichi come sembrano. Furono costruiti tra XIX e XX secolo grazie ai capitali degli emigrati hadrami tornati dall’Asia e dalla Penisola Arabica. L’architettura della valle racconta quindi una storia di partenze, ricchezze lontane e ritorni che hanno trasformato il paesaggio.












In basso AL-Ribat, il villaggio di Muhammed Bin Laden

Mukalla — lo Yemen marittimo
Mukalla rappresenta il volto oceanico dello Yemen. Capitale del Sultanato Qu’aiti, fu per secoli un porto collegato alle rotte commerciali verso India e Africa orientale. Qui nacque una società più aperta e cosmopolita, modellata dagli scambi marittimi più che dalle dinamiche tribali dell’interno.



Hadramout
Il nome Hadramawt significa “la terra dei morti” secondo alcune antiche etimologie, richiamando leggende e tombe dei primi insediamenti della valle.
Da questa terra nascono gli Hadrami: mercanti, studiosi e viaggiatori che per secoli hanno percorso rotte verso India, Africa orientale e Arabia, portando conoscenza, cultura e commercio.
Non sono solo abitanti di una valle, ma testimoni di una diaspora che ha trasformato il loro nome in simbolo di radici profonde e orizzonti senza confini.
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