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Kaliningrad

La Russia nel cuore d'Europa

Kaliningrad, fondata nel 1255 dai Cavalieri Teutonici come Königsberg, fu per secoli la capitale della Prussia Orientale, parte della Germania.
Dopo la sconfitta tedesca nella Seconda Guerra Mondiale, nel 1945, la città fu assegnata all’Unione Sovietica come parte degli accordi di pace per ridisegnare i confini europei.
Fu ribattezzata in onore di Michail Kalinin, uno dei leader rivoluzionari. La città fu profondamente russificata con l’arrivo di nuovi abitanti dalla madre patria.
Oggi Kaliningrad è un’enclave russa in Europa, circondata da Polonia e Lituania, e rappresenta un luogo dal passato ricco e dalla posizione strategica unica.20250806 151619 800x60020250806 151918 800x60020250806 171831 800x60020250806 173058 2 800x60020250806 181511 800x60020250806 183048 800x60020250806 184500 800x60020250806 195608 800x60020250806 195645 800x600uesto è il parco nazionale della penisola dei Curi o Curonian Spit National Park, una striscia di sabbia magica tra il Mar Baltico e la laguna dei Curi.
Si può camminare tra dune spettacolari e foreste silenziose, respirando un senso di libertà che solo la natura incontaminata sa dare20250807 102340 800x60020250807 103707 800x60020250807 114928 800x600Eccoci a Zelenogradsk, incantevole località balneare famosa per la sua storia di centro mercantile dove i gatti giocavano un ruolo fondamentale.
Questi piccoli “custodi” tenevano lontani i topi, proteggendo le merci e contribuendo alla crescita e alla prosperità della città, una tradizione che ancora oggi affascina i visitatori, tanto che i gatti sono ancora quasi adorati come veri simboli di Zelenogradsk.20250807 161426 800x60020250807 161847 800x60020250807 161949 800x60020250807 162045 800x60020250807 163101 800x600A Kaliningrad sorge il Monumento ai Cosmonauti ed è qui che ho sentito l’emozione più profonda, le loro imprese mi hanno fatto riflettere su come ogni viaggio sia una conquista.
Il monumento è dedicato agli astronauti legati a questa regione e, soprattutto, ad Alexei Leonov, che nel 1965 effettuò la prima camminata nello spazio.
Sospeso nel vuoto libero, libero e leggero Leonov guardò la Terra dall’alto con un’altra prospettiva.
Già Yuri Gagarin, il primo uomo nello spazio, nel 1961 orbitando attorno al nostro pianeta disse: «Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini». Parole che ricordano come la Terra, vista dallo spazio, appaia come un unico, fragile e meraviglioso insieme, senza divisioni tra i popoli.
Questo monumento quindi non è solo un tributo agli esploratori dell’universo, ma un invito a viaggiare oltre i nostri confini interiori e a guardare il nostro pianeta dall’alto con occhi liberi e senza barriere, proprio come fecero i cosmonauti osservando la Terra dallo spazio infinito.20250807 194336 800x60020250807 194020 800x60020250807 183953 800x60020250807 184833 800x60020250807 185041 800x60020250807 191040 800x60020250808 105757 450x600

KAZAKISTAN MANGYSTAU

Nella terra degli uomini liberi

KAZAKISTAN - MANGYSTAU

maggio/giugno 2023

Il Kazakistan è un paese poco conosciuto, poco turistico e tanto spettacolare sotto tutti i punti di vista, da quello culturale alle bellezze naturalistiche. Il viaggio è iniziato nella vecchia capitale di Almaty e la zona limitrofa, dal Charyn Canyon fino a raggiungere a piedi i 3600 metri del ghiacciaio Mametova. Da Almaty in treno verso il Parco Nazionale di Aksu Zhagably e Shikment, base per la visita di Turkestan con il mausoleo del mistico sufi Khoja Ahmed Yasawi, meta di pellegrinaggio per i musulmani kazaki. Da qui in volo per Aktau, la porta del Mangystau, un territorio ai confini del mondo nella depressione caspica.KazakistanIMG 0196 800x533La parola "kazako" deriva dal turco e significa "libero, vagabondo". Questa popolazione discende da tribù nomadi turche e mongole che migrarono nella regione nel 12° sec. e diedero vita a un regno unitario tra 16° e 17° secolo. Conquistata dalla Russia nel 18° sec., la regione fu sottoposta a una politica di colonizzazione che condusse i kazaki alla ribellione, repressa nel 1847. Dopo la rivoluzione del 1917, il Kazakistan fece parte fino al 1925 della Repubblica sovietica del Turkestan; repubblica autonoma dal 1926, entrò a far parte dell’URSS dal 1936. Nel 1991 proclamò l’indipendenza, entrando nella Comunità degli Stati indipendenti. Come per altri Stati ex sovietici, la fine del regime comunista non portò un’effettiva democratizzazione, in quanto il potere rimase concentrato nelle mani del presidente N. Nazarbaev dal 1991 fino al 2019 quando il suo posto viene preso da Tokayev.KazakistanIMG 0180 800x534La bandiera del Kazakistan è azzurra con un'aquila della steppa posta sotto un sole dorato con 32 raggi e un "ornamento decorativo nazionale" posto lungo il lato del pennone. Il motivo rappresenta le tradizioni artistiche e culturali del vecchio khanato del popolo kazako. Lo sfondo azzurro rappresenta i vari popoli turchi che compongono la popolazione odierna, compresi Tatari, Mongoli, Uiguri e altri. Tra questi popoli l'azzurro ha un significato religioso, rappresenta il dio del cielo Gök-Tanry, "l'eterno vasto cielo blu". L'aquila dorata è associata all'impero di Gengis Khan, che governò il Kazakistan e aveva come vessillo una bandiera blu con tale animale.KazakistanIMG 0026 800x534Kazakistan20230531 103228 800x600AKTAU

Cattedrale dell'AscensioneKazakistan20230528 065909 800x600Green BazarKazakistanIMG 0004 800x534KazakistanIMG 0008 800x533KazakistanIMG 0009 800x533KazakistanIMG 0011 800x534KazakistanIMG 0015 800x533Kok TobeKazakistanIMG 0033 800x534Manshuk Lake m.3600z Kazakistan20230527 142257 800x600Charyn CanyonKazakistanIMG 0035h 800x534KazakistanIMG 0040 800x533KazakistanIMG 0044 800x534KazakistanIMG 0065 800x533KazakistanIMG 0070 800x533Treno Almaty - Shimkent km 1000 h12Kazakistan20230528 231546 800x600AKSU ZHAGABLYKazakistan20230529 135905 800x600KazakistanIMG 0076 800x533KazakistanIMG 0078 800x533KazakistanIMG 0082 800x533TURKESTANKazakistanIMG 0094 800x533OtyrarKazakistanIMG 0098 800x534Mausoleo ArystanbabKazakistanIMG 0113 800x534KazakistanIMG 0117 800x533Mausoleo Khoja Ahmed YasawiKazakistanIMG 0134 800x534KazakistanIMG 0148 800x533KazakistanIMG 0158 800x534KazakistanIMG 0172 800x534KazakistanIMG 0179 800x533

MANGYSTAUKazakistanIMG 0209 800x533KazakistanIMG 0218 800x534AiraktyKazakistanIMG 0279 800x534KazakistanIMG 0286 800x533TuzbairKazakistan20230602 112028 800x600Kazakistan20230602 145049 800x600KazakistanIMG 0303 800x533KazakistanIMG 0322 800x533Torysh (Valle delle Sfere)KazakistanIMG 0257 800x534KazakistanIMG 0266 800x533KazakistanIMG 0267 800x534Shakpak Ata (moschea sotterranea)Kazakistan20230601 122212 800x600BozzhiraKazakistan20230603 102450 800x600Kazakistan20230603 103213 800x600Kazakistan20230603 104549 800x424Kazakistan20230603 133422 800x600KazakistanIMG 0364 800x533KazakistanIMG 0382 800x534Beket Ata (moschea)KazakistanIMG 0336 800x533KazakistanIMG 0337 800x534Free CampingKazakistan20230602 200042 800x600KazakistanIMG 0352 800x533Kazakistan20230603 143740 800x600KazakistanIMG 0392 800x533KazakistanIMG 0395 800x533KazakistanIMG 0402 800x533BOKTYKazakistan20230603 164320 800x600KazakistanIMG 0410 800x533KazakistanIMG 0245 800x533KazakistanIMG 0298 800x534Kazakistan20230601 135241 450x600

KAZAKISTAN MANGYSTAU 2023

KIRGHIZISTAN

Fra i nomadi dell'Asia Centrale

KYRGYSTAN

Prima collaborazione con Nova Lectio, un canale di divulgazione culturale su YouTube Italia dedicato alla storia, alla geopolitica e alle questioni sociali. IMG 0153 800x533BREVE STORIA DEL KIRGHIZISTAN

I primi abitanti dell'odierna area sono i Saci (Sciti) nel VI-VII a.C. a cui si vanno ad aggiungere altri gruppi "altaici" sulle sponde del lago Issyk Kol. Nel X secolo i turco-tatari Karakhanidi introducono e diffondono l'Islam. Altri gruppi etnici arrivano dalla Siberia, in fuga dall'inevitabile avanzata mongola che con Chaghatai, secondogenito di Gengis Khan, ingloba l'intero e attuale territorio kirgiso. Nel 1685 ci sono le guerre contro l'impero Zungaro ed i mongoli Oirati che vengono sconfitti con l'aiuto dai Manchu (Qing), questo portò però i kirghisi a diventare sudditi dei cinesi. Dal XIX secolo iniziano gli accordi di pace con i russi, ma quando nel 1916 questi cercarono di arruolarli, i kirghisi si ribellarono per poi essere repressi violentemente. Quesrto portò alla fuga verso la Cina ("Urkun", esodo). Con la nascita dell'Unione Sovietica il paese diviene una Repubblica con il nome di Kirghisia Sovietica e viene sfruttato per l'estrazione dell'Uranio e lo sviluppo di armi; non mancano le purghe staliniane. Nel 1991 è la prima repubblica dell'Asia a dichiararsi indipendente ma ancora oggi il Kirghizistan è politicamente instabile dopo 4 rivoluzioni ed una corruzione dilagante a cui si aggiunge la diffusione dell'integralismo islamico. Il Kirghizistan riguardo alle relazioni diplomatiche oscilla tra Cina, Russia e Usa, ma con la chiusura della base militare americana nel 2014, il paese è diventato un ottimo partner del colosso ex-sovietico, infatti dal 2015 fa parte dell'unione doganale Euroasiatica capitanata proprio da Mosca. Dall'indipendenza ci sono sempre tensioni con gli Uzbeki per l'utilizzo delle risorse idriche e con i Tajiki per i confini terriroriali. Il 12% del PIL del paese proviene dalla miniera d'ora di Kumtor.20240629 091516 800x600Nel centro della bandiera c'è il "tunduk" che sarebbe la parte centrale che sostiene la struttura della yurta; i 40 raggi intorno rappresentano le 40 tribù del kirghizistan ("kirk" infatti significa quaranta) riunite dall'eroico guerriero Manas.

 

BISHKEK, Osh MarketIMG 0004 800x533IMG 0009 800x533IMG 0013 800x533IMG 0026 800x533THE LAST EAGLE HUNTERS20240626 150003 800x600IMG 0040 800x533IMG 0044 800x533IMG 0049 800x533IMG 0055 800x533IMG 0058 800x533AK SAI CANYON20240626 172356 800x600ISSYK KUL20240627 081342 800x600IMG 0069 800x533THE MASTER OF YURTIMG 0074 800x533KOCHKOR20240627 114253 800x600IMG 0079 800x533IMG 0083 800x533IMG 0091 800x533KEL SOL LAKE20240629 091237 800x600

20240629 082628 800x60020240629 082803 800x60020240629 095322 800x60020240629 103540 800x600KEL SOL CAMP20240628 133915 800x60020240628 165739 800x60020240628 1523570 800x600IMG 0103 800x533IMG 0126 800x533IMG 0131 800x533IMG 0134 800x533IMG 0144 800x533IMG 0149 800x533...e come sempre durante i viaggi c'è la consegna dei giocattoli donati dai bambini delle scuole elementari di Roma dopo gli storytelling di Luca Di Bianca20240627 220749 450x60020240628 142144 800x60020240628 144703 800x60020240628 1447190 450x60020240630 170206 800x60020240630 170940 800x60020240630 1659470 800x600...per aspera ad astra...20240701 100514 800x600KYRGYSTAN 2024

KURDISTAN

Viaggio nel controverso paese delle montagne

KURDISTAN IRAQENO

settembre 2022iraq20220925 112204 800x600“I curdi non hanno amici ma montagne”

Il popolo curdo crede a questo proverbio, forse perché nel corso della sua storia è stato più volte ingannato dai poteri sovrani. Tuttavia, oggi il popolo curdo non ha solo montagne ma anche amici preziosi e forti come le montagne, specialmente nel kurdistan iraq dove non pensavo di trovare tanta ricchezza, almeno per quel che riguarda le strade, l'illuminazione... e "le insegne luminose". C'è molta, tanta differenza rispetto ai curdi siriani o ai curdi turchi, la cui esistenza è sempre appesa ad un filo e non vivono in una regione indipendente. Diciamo che mi sono pienamente rispecchiato in quanto detto da Michele Rech "Zerocalcare" in Kobane calling parlando di Erbil... non è che c'ho capito molto...309906816 771813134049830 113128028819397757 n 636x600...la guerra la fanno i Peshmerga, "sostenete i valorosi Peshmerga" però poi annate a spendere soldi al bowling nuovo o tutta 'sta roba se la damo in faccia...

MA CHI SONO I CURDI?

I curdi sono un gruppo etnico iranico originario dell'Asia occidentale. Geograficamente, la zona prevalentemente montuosa nota come Kurdistan, comprende gran parte della Turchia sud-orientale, l'Iran nord-occidentale, l'Iraq settentrionale e la Siria settentrionale. Comunità sparse di etnia curda vivono anche in Anatolia centrale e nel Khorasan. Inoltre, nel corso degli ultimi decenni, un vasto numero di curdi si è stabilito nelle principali città della Turchia occidentale (in particolare ad Istanbul), nonché in Europa occidentale, principalmente in Germania e in Scandinavia. Numericamente, si stima che i curdi siano compresi tra 30 e i 45 milioni di individui e che quindi costituiscano uno dei più grandi gruppi etnici privi di unità nazionale.

In seguito alla prima guerra mondiale e alla sconfitta dell'Impero ottomano, i vittoriosi alleati occidentali avevano previsto uno stato curdo nel Trattato di Sèvres del 1920. Tuttavia questa promessa fu annullata tre anni dopo, quando il Trattato di Losanna fissò i confini della moderna Turchia e non previde tale disposizione, lasciando ai curdi lo status di minoranza nei rispettivi paesi. Questo fatto ha portato a numerose rivendicazioni nazionaliste sfociate in varie ribellioni e attività di guerriglia e in seguito anche a sistematici genocidi.

Per quanto riguarda il Kurdistan iracheno, ufficialmente Regione del Kurdistan, è un'entità federale autonoma dell'Iraq, nella sua parte settentrionale il cui parlamento si trova ad Erbil. I curdi in Iraq hanno combattuto in modo oscillante per raggiungere l'autonomia o l'indipendenza nel corso del XX secolo e sono stati soggetti ad arabizzazione e genocidio nelle mani dell'Iraq. Tuttavia, la zona di interdizione al volo imposta dagli americani dal marzo 1991 in poi su gran parte del Kurdistan iracheno, diede ai curdi la possibilità di sperimentare l'autogoverno e la regione autonoma venne di fatto istituita. Tuttavia, l'Iraq ha riconosciuto l'autonomia del Kurdistan solo dopo la caduta di Saddam Hussein nel 2003 con una nuova costituzione irachena nel 2005. Nel settembre 2017 si è tenuto un referendum unilaterale sull'indipendenza che ha creato reazioni contrastanti a livello internazionale.

ERBILiraq20220924 180957iraq20220924 181018iraqIMG 0421iraqIMG 0423iraqIMG 0464

LALISH E GLI YAZIDI

Lalish è una piccola valle di montagna situata nel nord del'Iraq, circa 60 km a nord-ovest della città di Mosul. È il luogo della tomba dello sceicco Adi, figura principale della fede yazidi. Lo Yazidismo è una fede religiosa diffusa nelle regioni del Sinjar iracheno da prima della comparsa in quelle regioni dell'Islam. La definizione ricevuta come "adoratori del diavolo" è inesatta e falsa e gli è costata diversi genocidi, per ultimo quello subito dall'ISIS. I fedeli dello Yazidismo venerano Sette Angeli, emanazioni del Dio primordiale, di cui il primo e più importante è l'Angelo Pavone (Melek Ta'us), che "cadde, ma essenzialmente buono, pianse, e le sue lacrime di pentimento, deposte in settemila anni di pianto ininterrotto in sette anfore, hanno estinto le vampe dell'inferno". Erroneamente l'Angelo Pavone è stato accostato a Lucifero e per questo "adoratori del diavolo". Altro errore è considerare il termine "yazidi" come un etnonimo, poiché la loro etnia è quella Curda.iraqIMG 0370iraqIMG 0377iraqIMG 0379iraqIMG 0380iraqIMG 0386iraqIMG 0392iraqIMG 0395iraqIMG 0398iraqIMG 0399iraqIMG 0402iraqIMG 0409iraqIMG 0410iraqIMG 0413

HAMILTON ROAD - RAWANDUZiraqIMG 0441iraqIMG 0453iraqIMG 0454iraqIMG 0455

Kuwait e Bahrein

Tra deserto e modernità... e petrolio

KUWAIT E BAHREIN

Questo viaggio attraversa due realtà del Golfo accomunate da una posizione strategica e da una rapida trasformazione economica. Tra paesaggi desertici, città in continua espansione e tracce di un passato recente e remoto, Kuwait e Bahrein offrono uno sguardo diretto su come tradizione e sviluppo convivano oggi nella regione.20251229 130629 800x600Il Kuwait è un paese modellato dal deserto e trasformato dalla scoperta del petrolio. In pochi decenni è passato da centro commerciale marittimo a stato ad alta urbanizzazione, con infrastrutture moderne che convivono con quartieri storici, souk e tracce della vita pre-petrolifera.20251225 130324 800x60020251225 131613 800x60020251225 144019 800x60020251225 152616 800x60020251225 152836 800x60020251225 155317 800x600Nell’agosto 1990 l’Iraq invase il Kuwait per controllarne le riserve petrolifere. L’occupazione durò sette mesi, fino all’intervento di una coalizione internazionale nella Guerra del Golfo.20251225 161054 800x60020251231 123737 800x600Al Qurain Museum 
Casa-museo danneggiata durante l’invasione irachena del 1990, mantenuta come memoriale. Racconta un momento chiave che ha definito l’identità nazionale del Kuwait contemporaneo.20251225 103413 800x60020251225 104108 800x60020251225 105448 800x600Monumento ai Martiri - Al Shaheed Park20251231 125945 800x600Kuwait Towers
Icona del Kuwait moderno nato con il petrolio, affacciate sul Golfo. Rappresentano oggi un paese stabile, ricco e con un ruolo strategico ed economico nell’area del Golfo.20251226 154503 800x60020251226 155416 800x60020251226 155832 800x60020251226 160339 800x60020251226 162543 m 450x60020260101 000243 800x600Grande Moschea Al-Fateh
È la moschea più grande del Kuwait, costruita negli anni ’80, con spazio per migliaia di fedeli. Funziona anche come centro culturale e simbolo della religione e dell’architettura islamica nel paese.20251225 114002 800x60020251225 115644 800x600Il Kuwait oggi
Il Kuwait mostra una società moderna con infrastrutture avanzate e un’economia diversificata, basata su finanza, commercio e petrolio. Si presenta come un hub regionale stabile, con influenza politica e commerciale nel Golfo.20251225 15074120251225 15082720251227 153532

BAHREIN

Il Bahrein è un arcipelago compatto, facilmente attraversabile, dove una storia millenaria convive con una vita moderna ben radicata. Dalle tracce dell’antica civiltà di Dilmun ai quartieri contemporanei, dai caffè sul mare al circuito di Formula 1, lo spazio ridotto rende immediato il passaggio tra passato, economia attuale e vita quotidiana.20251229 101612 800x600Qal’at al-Bahrain 
Sito archeologico stratificato che copre oltre quattromila anni di storia. È associato all’antica civiltà di Dilmun ed è patrimonio UNESCO.20251228 163824 800x60020251228 164401 800x60020251228 170007 800x600Shri Krishna Temple (Manama)
Tempio induista situato nel centro di Manama, punto di riferimento per la comunità indiana. Testimonia la presenza storica del commercio e della migrazione nel Golfo.20251229 104217 800x600Bahrein moderno
La skyline di Manama è dominata da grattacieli, banche e infrastrutture finanziarie. Riflette il ruolo del paese come centro economico e di servizi regionali.20251229 113348 800x60020251229 113625 800x600Grande Moschea Al-Fateh
Una delle moschee più grandi del mondo, costruita negli anni ’80. È un luogo di culto attivo e un simbolo religioso nazionale.20251229 132124 800x600Il Bahrein oggi
Il Bahrein occupa una posizione geopolitica strategica nel Golfo e ospita una presenza militare internazionale. La popolazione giovane vive tra tradizione, lavoro nei servizi e un’apertura sociale maggiore rispetto ai paesi vicini.20251229 154326 800x60020251229 165103 800x60020251228 200814 800x60020251229 103238 800x600

Questo viaggio tra Kuwait e Bahrein mostra due modelli di sviluppo simili nel Golfo ma nati da storia, risorse e dimensioni differenti. Due paesi vicini, accomunati da rapide trasformazioni e da un equilibrio costante tra identità locale e modernità.

LAOS

Nel sud est Asiatico incontaminato

LAOS 2013

entrata da Chiang Khong, Thailandia - Lungo il Mekong: Pak Beng, Luang Prapang - Vang Vieng - Vientianie - friendship bridge verso Nong Khai, Thailandia (itinerario in dettaglio in basso)

THAI LAOS 140 800x600THAI LAOS 143 800x600THAI LAOS 145 800x600THAI LAOS 152 800x600THAI LAOS 156 800x600THAI LAOS 169 800x600THAI LAOS 192 800x600THAI LAOS 201 800x600THAI LAOS 202 800x600THAI LAOS 203 800x600THAI LAOS 204 800x600THAI LAOS 205 800x600THAI LAOS 206 800x600THAI LAOS 208 450x600THAI LAOS 209 800x600THAI LAOS 211 800x600THAI LAOS 213 800x600THAI LAOS 214 800x600THAI LAOS 222 800x600THAI LAOS 225 800x600THAI LAOS 232 450x600THAI LAOS 238 800x600THAI LAOS 240 800x600THAI LAOS 243 800x600THAI LAOS 271 800x600THAI LAOS 273 800x600THAI LAOS 290 800x600THAI LAOS 293 800x600THAI LAOS 294 800x600THAI LAOS 303 450x600THAI LAOS 329 800x600THAI LAOS 342 450x600THAI LAOS 345 800x600THAI LAOS 360 800x600THAI LAOS 363 450x600THAI LAOS 367 450x600THAI LAOS 378 450x600THAI LAOS 379 800x600THAI LAOS 386 800x600THAI LAOS 398 800x600THAI LAOS 400 800x600THAI LAOS 429 800x600THAI LAOS 438 800x600THAI LAOS 439 450x600THAI LAOS 443 800x600THAI LAOS 451 800x600THAI LAOS 458 800x600THAI LAOS 467 800x600THAI LAOS 470 800x600THAI LAOS 475 800x600THAI LAOS 476 800x600THAI LAOS 480 800x600THAI LAOS 485 800x600THAI LAOS 486 450x600THAI LAOS 488 800x600THAI LAOS 495 800x600THAI LAOS 500 800x600THAI LAOS 504 800x600THAI LAOS 556 800x600THAI LAOS 557 800x600THAI LAOS 564 800x600THAI LAOS 580 800x600

ITINERARIO

(entrata ed uscita via terra dalla/per la Thailandia)

5Feb 19 ma CHIANG KHONG – LAOS BORDER / LAOS BORDER – THAI BORDER (HUAY XAI) /HUAY XAI – PAK BENG (Pick up/barca/slow boat - 15m/10m/6h)

6Feb 20 me PAK BENG – LUANG PRABANG (slow boat 7h 30m)

7Feb 21 gi LUANG PRABANG bici

8 Feb 22 ve LUANG PRABANG – TAT SAE / TAT SAE ( zip-line adventures)– KUANG SI /KUANG SI – LUANG PRABANG (van+barca/van/van - 30m/45m/1h 15m)

9 Feb 23 sa LUANG PRABANG (Tak Bat) – VANG VIENG (tubing) van 5h 45m

10 Feb 24 do VANG VIENG (Tham Phu Kham-laguna blu) bici

11 Feb 25 lu VANG VIENG – ANG NAM NGUM LAKE/ANG NAM NGUM - VIENTIANE (Pha Tuat Luang)/VIENTIANE – FRIENDSHIP BRIDGE/FRIENDSHIP BRIDGE - NONG KHAI/ NONG KHAI – BANGKOK (Van/van/van/bus/treno) 2h/2h/30m/10 m/13h

LAPPONIA

A caccia dell'Aurora Boreale

LAPPONIA 2015

…Orsa Maggiore,

guida ancora l’uomo oltre le porte ignote, via da questa piccola tana, dal rifugio tanto angusto…

…conduci il viaggiatore fino a Terra, il figlio dell’uomo all’aria aperta,

affinché guardi il Sole e le nuvole in cielo,

affinché possa contemplare le Stelle, la Luna e

l’ Aurora Boreale.

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I FUOCHI DELLA VOLPE - AURORA BOREALE

...nella tundra di Lapponia corre veloce la Volpe Artica e la notte da normale diviene fantastica...

7 ter 800x533

…la sua coda a contatto con la neve provoca scintille

le cui luci vanno in cielo ad abbracciare le  stelle…

2 www

…nei fuochi della volpe la terra incontra il cielo

e la volta notturna non sente più il gelo…

 

5.www

…il campo magnetico li invita a danzare

e le loro anime si intrecciano e si iniziano ad amare…

 

8.www

…danzano loro ed il cosmo tutt’intorno

danzo io insieme a loro e l’ultimo essere di questo mondo…

aurora www

…vortici di luci, dal verde al rosso fuoco,

è una luce unica, che si irradia in ogni vuoto…

9 senza uomo 800x533

…il mio sguardo è attratto da quell’anima che si muove,

sembra il mio spirito eterno che fuori da me

mai muore.

(il Cacciatore Errante)

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…mostrami Ukko, signore del Nord,

la terra degli uomini di Lapponia…

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ESCURSIONE A NORDKAP, NORVEGIALAPPONIA 137 800x600

NORDKAPP

finisce la terra e il pensiero razionale,

inizia l'infinito e l'intelletto a immaginare...

LAPPONIA 090 800x600

 

...sono un diavolo tra le fiamme dell'inferno,

che aspira al paradiso come un fiore nell'inverno...LAPPONIA 092 800x600

...gonfi i miei polmoni son di vento,

la mia mente è nell'aurora ed ora invento...LAPPONIA 102 800x600...fata Morgana che illudi il mio vedere,

nulla puoi ora perchè svanisce il tuo potere...LAPPONIA 111 800x600...accarezzo le nubi e soffio sulla schiuma delle onde,

do vita a tutto ciò che ho intorno, comprese le cose immonde...LAPPONIA 116 800x600

...disegno terre lontane, nuove culture ed un mondo migliore,

riscoprendo l'entusiasmo della vita e sognando il grande amore

(Il Cacciatore Errante)LAPPONIA 129 800x600

PARZIALE ECLISSE DI SOLE, 20 MARZO - INARI

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TALLINLAPPONIA 017 800x600

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ITINERARIO EFFETTUATO

-1.Sab 14 ROMA/MILANO – AMSTERDAM – HELSINKI aereo+ mezzi pubblici

-2.Dom 15 HELSINKI – TALLINN – HELSINKI Piedi + barca

-3.Lun 16 HELSINKI isola Suomenlinna e city tourpiedi

-4.Mar 17 HELSINKI – IVALO volo 8:35 – 1015

IVALO – INARI bus

INARI: trek/motoslitta/museo/Visita fattoria renne Bus + volo + bus

-5.Merc 18 INARI  h:1220 husky tour bus + slitta

-6. Giov 19 INARI – CAPO NORD/ROVANIEMI – INARIBus

-7. Ven 20 INARI

mattina eclisse di sole, pomeriggio trek/motoslitta/museo

-8.Sab 21INARI (h12 circa) – ROVANIEMI (4/5 ore di bus privato)

ROVANIEMI (treno notturno 21:19-9:00) – HELSINKIBus privato + treno notturno

-9. Dom 22HELSINKI city tour fino alle 14/14:30

HELSINKI – AMSTERDAM – ROMA/MILANO Piedi + bus + aereo

LIBANO

Nella terra dei fenici

LIBANO, marzo 2023

Sii come il cedro che profuma anche l'ascia che lo abbatteLIBANOIMG 0034 800x534Il cedro è simbolo di immortalità ed eternità, incarna la grandezza d'animo e l'elevazione spirituale, per l'altezza del suo fusto e dei suoi rami. Domina la bandiera del libano fra le due strisce rosse  che rappresentano il sangue puro versato per il conseguimento della liberazione del paese, mentre il bianco simboleggia la pace e la neve che copre le montagne della nazione.LIBANOIMG 0214 800x534Il Libano è il paese che la Bibbia definisce la “Terra del Latte e del Miele”. Una terra con abbondanti risorse naturali, porti sicuri, difese sulle montagne, un clima mediterraneo, una popolazione di commercianti e trafficanti. Un paese crocevia tra il Cristianesimo e l’Islam, un punto d’incontro da millenni tra civiltà differenti, con 18 confessioni religiose. 

Il Libano ha una storia antichissima, abitata da oltre 10.000 anni. Possiede la più antica città al mondo abitata con continuità, Biblo, da oltre 7.000 anni. Fu la patria dei Fenici e fece parte prima, dell’impero Persiano di Ciro il Grande e dopo, del mondo ellenico. Fu conquistata dai Romani e nel VII secolo dagli Arabi che portarono l’Islam e le sue tradizioni. Dal XII al XIV secolo subì, come tutto il Medio Oriente, le Crociate Europee e le lotte dell’Islam contro il Cristianesimo. Dal 1500 fino alla Prima Guerra Mondiale fece parte dell’Impero Ottomano.

Dopo la prima guerra mondiale insieme alla Siria, diventa una sorta di protettorato Francese e solo nel 1943 ottiene l’indipendenza.

Iniziano anni di alternanza tra disordini e stabilità, tra prosperità economica e conflitti con gli Israeliani. Sono gli anni della CIA, del Mossad e del JetSet Internazionale. Negli anni ’60 Beirut diventa il centro finanziario ed economico di tutto il Medio Oriente, la Svizzera Araba, con servizi Bancari e amministrativi moderni e competitivi. Con un regime economico di libero scambio, favorito dallo spiccato senso degli affari dei suoi abitanti.

Dalla Seconda Guerra Mondiale fino agli anni 80, il Libano è stato un paese quasi neutrale e sopratutto un punto di arrivo e rifugio delle migliaia di profughi Palestinesi che avevano fatto in Beirut sia la sede dell’OLP che della maggior parte dei centri profughi. Un infamia che resterà per sempre nella storia è la strage che l’esercito Israeliano nel 1982, fece nei Campi Profughi di Sabra e Shatia a Beirut Sud, in cui vennero massacrati più di 3.000 Palestinesi tra donne e bambini. Da quel giorno ha inizio una guerra civile che in breve tempo distruggerà quasi tutto il paese. Gli Israeliani invadono, uccidono, massacrano, chiunque gli capiti; la NATO fa finta di intervenire cercando di fare smettere le atrocità. Una guerra civile che dura dal ’75 al ’90 danneggiando quasi tutte le infrastrutture, ma non i servizi bancari, finanziari e assicurativi. Nel 2006 c’è di nuovo un’altra guerra, questa volta tra Israeliani e gli Hezbollah, il gruppo radicale degli Sciiti Iraniani. Le tensioni ancora oggi non cessano di esistere

Il Libano è una Repubblica che per legge deve avere ogni volta che si fanno le elezioni: Presidente un Maronita, I° Ministro un Sunnita, Presidente Parlamento un Sciita; e poi Drusi, Alawiti, Greco Ortodossi, Greco Cattolici, Armeni tutti quanti in parti quasi uguali.

BEIRUT

Piazza dei martiri e moschea Mohammad al AminLIBANO20230318 101001 800x600LIBANOIMG 0057 800x534LIBANOIMG 0058 800x533The egg (doveva essere un cinema ma la guerra bloccò i lavori, oggi è una struttura abbandonata)LIBANO20230318 120742 800x600Beit Beirut (museo che ospita frammenti della storia moderna della città)LIBANO20230318 123351 800x600LIBANOIMG 0066 800x534Pigeon RockLIBANOIMG 0002 800x533Campo profughi di Shatila, periferia di BeirutLIBANO20230323 084846 800x600LIBANOIMG 0523 800x534LIBANOIMG 0528 800x534LIBANOIMG 0535 800x534LIBANOIMG 0539 800x533LIBANOIMG 0561 800x533LIBANOIMG 0576 800x534LIBANOIMG 0577 800x533LIBANOIMG 0586 800x533JEITA GROTTOLIBANO20230319 100632 800x600LIBANO20230319 100652 800x600TRIPOLI cità del nord a maggioranza sunnitaLIBANOIMG 0189 800x534LIBANOIMG 0207 800x533LIBANOIMG 0223 800x533LIBANOIMG 0226 800x534LIBANOIMG 0232 800x534LIBANOIMG 0238 800x534LIBANOIMG 0170 800x533BYBLOS antica città feniciaLIBANOIMG 0094 800x533LIBANOIMG 0097 800x533BATHROUN le mura fenicieLIBANOIMG 0144 800x533QADISHA VALLEY Qozhaya, uno dei monasteri della valleLIBANOIMG 0257 800x533FORESTA DEI CEDRI DI DIO, BCHARRELIBANOIMG 0268 800x534LIBANOIMG 0288 800x533LIBANOIMG 0290 800x534BAATARA GORGELIBANO20230320 164014 450x600LIBANOIMG 0310 800x533ANJAR antica città bizantinaLIBANOIMG 0334 800x533LIBANOIMG 0341 800x533BAALBEK La città deve il suo nome allo storico santuario per il culto del dio del sole e della fertilità (Baal). Con Alessandro Magno il santuario fu dedicato al dio greco del sole e la città cambio nome in Heliopolis (la città del sole). Quando divenne parte della Palestina romana il santuario venne dedicato infine a Bacco. Sotto Nerone venne edificato il grandioso tempio di Giove, un colosso più grande anche del Partenone.LIBANOIMG 0352 800x533LIBANOIMG 0358 800x533LIBANOIMG 0360 800x534LIBANOIMG 0379 800x533CHOUF RESERVELIBANOIMG 0391 800x533LIBANOIMG 0395 800x533LIBANOIMG 0403 800x533BEITEDDINE Residenza dell'Emiro BashirLIBANOIMG 0419 800x533LIBANOIMG 0426 800x533LIBANOIMG 0439 800x533SIDONE antica città fenicia, conosciuta per il suo castello crociato sul mare, i suq ed i caravanserragliLIBANOIMG 0450 800x534LIBANOIMG 0454 800x534LIBANOIMG 0467 800x534LIBANOIMG 0468 800x534LIBANOIMG 0472 800x533LIBANOIMG 0474 800x533TIRO teatro dell'assedio contro i persiani di Alessandro Magno, oggi è una importante destinazione balneareLIBANOIMG 0495 800x533

VISITA AI CAMPI PROFUGHI DI SHATILA

Ringrazio le persone che continuano ad acquistare i miei libri e rendono possibile tutto questo: donazioni in denaro, materiale sportivo e didattico, vestiti e giocattoli. Grazie ai bambini delle scuole dell'"Asilo nel Bosco" di Ostia e dell'Istituto Sant'Anna di Roma per i regalini ed i disegni che sono stati consegnati da me ai loro coetanei dei campi profughi di Shatila, periferia di Beirut.LIBANO20230323 091942 800x600LIBANO20230323 092616 800x600LIBANO20230323 092715 800x600LIBANO20230323 113241 800x600LIBANO20230323 113451 450x600LIBANO20230323 113524 800x600LIBANO20230323 113620 800x600LIBANO20230323 113715 800x600LIBANO20230323 115141 800x600LIBANO20230323 140143 800x600

LIBYA

Un tesoro abbandonato

LIBYA APRILE 2023

Dopo la caduta di Gheddafi nel 2011, la Libya sta vivendo anni di crisi, guerre, lotte tra tribù, migranti. Ancora chiusa al turismo di massa, oggi appare come un tesoro abbandonato che merita di essere svelato.

BREVE STORIA DELLA LIBYA

Nel VII secolo a.C. i fenici si stabiliscono nella Tripolitania, fino a quel momento popolata dai berberi. Nel IV secolo a.C. i greci colonizzano la Cirenaica, la regione orientale dell'attuale paese e la chiamano appunto Libya. Nel 643 d.C. gli arabi occupano il paese introducendovi l'Islam. Nell'era moderna, nel 16°secolo, il paese diventa parte dell'impero Ottomano, che riunisce la reggenza della Tripolitania (ovest), Cirenaica (est) e Fezzan (sud). Nel 1911 l'Italia conquista il territorio libico con molta fatica e nel 1931 usa ogni tipo di mezzo, dai gas asfissianti alle bombe di iprite ai campi concentramento, per soffocare la ribellione guidata da Omar al Mukhtar che viene catturato e impiccato. Nel 1939 Benito Mussolini unifica la Libya al territorio metropolitano italiano chiamandola la "Quarta sponda", aggiungendola alle tre della penisola. Nel 1942 però gli Alleati cacciano gli italiani definitivamente dal paese, che viene diviso tra francesi e britannici e nel 1951 ottiene l'indipendenza sotto re Idris, un regno fantoccio legato agli interessi americani e delle grandi potenze europee.

Nel 1969 un golpe guidato dal colonnello Muammar al Gheddafi destituisce re Idris. Vengono aboliti i partiti politici, chiuse le basi militari britanniche e statunitensi e nazionalizzate quasi tutte le attività economiche. C'è tensione tra il paese nordafricano e gli appartenenti del patto atlantico. Nel 1980 c'è la strage di Ustica ancora avvolta nel mistero; pare comunque che il volo di linea sia stato bersagliato per errore da un missile sparato da un caccia Nato contro un Mig dell'aviazione libica, provocando la morte di 81 persone. Gli USA abbattono dunque due aerei libici nel proprio territorio e poi bombardano Tripoli e Bengasi come risposta ad un attentato a una discoteca a Berlino frequentata da soldati americani. Dopo altre tensioni, nei primi anni del 2000, con il risarcimento della Libya alle vittime dell'attentato, Washington annuncia di voler ristabilire piene relazioni diplomatiche con Tripoli.

Nel 2011, ispirate dalla Primavera Araba, violente dimostrazioni infiammano Bengasi che si estendono poi per il resto del paese. Su spinta della Francia, la NATO prende la guida delle operazioni militari contro il governo Gheddafi che viene poi catturato ed ucciso. La libya "liberata" cade nel caos, tra guerra civile e ingerenze dei paesi NATO che sfruttano la situazione per interessi geopolitici. Come se non bastasse lo Stato Islamico avanza da est, venendo cacciato definitivamente solo nel 2017.

I governi di Tripolitania e Cirenaica, dichiarano di comune accordo il cessato il fuoco e l'intenzione di indire nuove elezioni. Dopo la partecipazione ai colloqui di Ginevra guidati dall'ONU, il nuovo governo di unità nazionale di Abdul Hamid Mohammed Dbeibeh, ottiene la fiducia dal Parlamento libico il 10 marzo 2021 e cinque giorni si insedia a Tripoli. 
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 KSAR NALUT
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GHADAMES, la città oasi e porta del desertoLIBYAIMG 0018 800x533LIBYAIMG 0025 800x533LIBYAIMG 0041 800x533LIBYAIMG 0042 800x533
BIN DUQISH
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CASERMA DI TIN HAIDAN AL CONFINE CON L'ALGERIA (causa vento, non abbiamo potuto montare le tende ed i militari ci hanno ospitato facendoci dormire con loro nella caserma non troppo distante) LIBYAIMG 0069 800x533LIBYAIMG 0076 800x534
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TIN HAIDANLIBYAIMG 0077 800x533LIBYAIMG 0078 800x534LIBYAIMG 0080 800x533
ZARAFLIBYA20230403 093340 800x600
DIWANA
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LIBYAIMG 0122 800x533MEGGEDETLIBYAIMG 0127 800x534LIBYAIMG 0135 800x533LIBYAIMG 0150 800x533LIBYAIMG 0152 800x534AWISS ADADH (il dito)LIBYAIMG 0162 800x534LIBYAIMG 0165 800x533LIBYAIMG 0171 800x533
ACACUS - Forzhaga arch
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LIBYA20230405 115711 800x600LIBYAIMG 0178 800x533
AMINAMERLIBYAIMG 0181 800x533
WADI TASHWINAT
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UBARI LAKES
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SEBHALIBYAIMG 0258 800x533LIBYAIMG 0261 800x533LIBYAIMG 0266 800x533
TRIPOLI
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LEPTIS MAGNA
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SABRATHALIBYAIMG 0342 800x533LIBYAIMG 0343 800x533LIBYAIMG 0346 800x533
...qualche regalo consegnato ai bambini incontrati...
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...apri le mani e tutta la sabbia del deserto scorrerà attraverso di te, chiudile e non avrai altro
che dei piccoli granelli di sabbia...
 

MACEDONIA e KOSOVO

Nel sud dell'ex Jugoslavia

MACEDONIA DEL NORD e KOSOVO

Marzo 2022

Distribuzione di vestiario, giocattoli, materiale scolastico e sportivo grazie al guadagno dei miei libri, per le famiglie bisognose del ghetto più grande d'Europa, Shutko, la bidonville alla periferia di Skopje.

In collaboraziomne con l'associazione Loza Foundation - var med och hjälp det glömda Europa

275842586 568118107504430 4393773026799053376 nxx 506x600275989710 1618204878557466 4433319841768169042 n 1 421x600salonicco274843752 311756890941041 3045030358657052525 n 2 639x600saloniccoIMG 0080 800x534saloniccoIMG 0082 800x533saloniccoIMG 0086 800x533saloniccoIMG 0092 800x591saloniccoIMG 0094 800x534saloniccoIMG 20220311 125047800 HDR 450x600saloniccoIMG 0101 800x534saloniccoIMG 0105 800x534

...il viaggio prosegue per il resto della Macedonia e nel Kosovo...

SKOPJE

Statua di Alessandro Magno dal ponte di pietra, Plostad MacedoniasaloniccoIMG 0133 800x533

Statua di Filippo II, Vecchio Bazar e Museo NazionalesaloniccoIMG 0125 800x534saloniccoIMG 0118 800x533saloniccoIMG 0148 800x534

Museo di Madre Teresa di Calcutta, nata a Skopje, e Chiesa adiacentesaloniccoIMG 0152 800x533saloniccoIMG 0155 800x533saloniccoIMG 0157 800x533

OHRIDsaloniccoIMG 0230 800x533saloniccoIMG 0234 800x533saloniccoIMG 0240 800x533saloniccoIMG 0242 800x533

Chiesa di San Giovanni KaneosaloniccoIMG 0245 2 800x533saloniccoIMG 0246 800x533saloniccoIMG 0254 800x533

Verso BitolasaloniccoIMG 0225 800x533saloniccoIMG 0227 800x533saloniccoIMG 0264 800x533MOSCHEA COLORATA, TETOVO9366097076 6172975e23 b 800x600Emily Lush Tetovo Painted Mosque North Macedonia HERO 800x533saloniccoIMG 0212 800x533saloniccoIMG 0216 800x533saloniccoIMG 0220 800x533

KOSOVO

GracanicasaloniccoIMG 0166 800x533

PrishtinasaloniccoIMG 0170 800x533saloniccoIMG 0171 800x533saloniccoIMG 0173 800x533saloniccoIMG 0181 800x533PrizrensaloniccoIMG 0190 800x533saloniccoIMG 0193 800x533saloniccoIMG 0196 800x533saloniccoIMG 0198 800x533saloniccoIMG 0200 800x533

 

MAROCCO

Dalle città imperiali al deserto di Erg Chebbi

MAROCCO 2006

Il Marocco è un paese che conserva inalterato il suo fascino e la sua potenza di attrazione, fatta di condizioni ambientali, climatologiche, culturali ed etnologiche di indubbio valore, tessuti contro le sfumature arcobaleno dei tramonti, contro le cime della catena dell’Atlante e la luminosità perfetta degli azzurri cieli tersi. Da Casablanca puntiamo su Rabat, la capitale del paese di cui sono immagine la Av. Hassan II per la parte moderna e per la parte antica le mura degli Andalusi, la Moschea dell’Artigianato, l’antica porta almohade, i giardini e la torre di Hassan, il palazzo reale, le vie e i souk della kasbah. Poi arriviamo ai 25 km di mura di Meknes, costruita alla fine del ‘600 con i suoi monumenti, la medersa di Bou Inania, il mausoleo di Moulay Islmail, il complesso di Heri es Souani e la Medina. Sulla strada per Fez un gioiello romano: le rovine dell’antica Volubilis tutta da visitare, terme, foro, basiliche. Con un balzo brevissimo siamo a Fes la più antica città imperiale del Marocco e una delle più prestigiose del mondo islamico che conserva intatto l’aspetto e lo spirito trasmessole dai secoli precedenti con le torri, le mura, il vecchio mechouar (palazzo dell’assemblea reale), il quartiere e la moschea andalusa e i souk. Si giunge quindi a Bhalil pittoresco ed ospitale paese con le case ricavate dalle rocce. Scavalchiamo l’Atlante e raggiungiamoAr-Rachidia e l’oasi di Meski, poi attraverso suggestive kasbah raggiungiamo il deserto. Arriviamo fino alla deliziosa oasi di Rissani e ai suoi palmizi dai quali faremo un salto rapidissimo sino alle dune di Merzouga, per dormire sulle dune sotto le stelle o nelle tende dei nomadi berberi. Quindi Erfoud e si risale lentamente verso le suggestivissime gole del Todra e nelle ancor più tortuose gole di Dades non mancando di passare qualche notte nei castelli berberi ancora oggi ultima difesa verso i predoni del deserto. Qui puntiamo su Ouarzazate in piena atmosfera berbera tra le kasbah e le ksar allungate lungo il corso del fiume Dra. Ait Ben Haddou con una delle più belle kasbah del Marocco e infine Marrakech, con la sua fantastica Piazza degli Impiccati dalla quale ha inizio l’affascinante viaggio all’interno della Medina, dei suoi meravigliosi souk dell’artigianato (tintori, orafi, pellettieri, sarti), in mezzo a un mare di gente dai coloratissimi caffetani tra fortissimi profumi di spezie bruciate, tra i venditori d’acqua e i cesti degli incantatori di cobra. Di nuovo Casablanca e poi il ritorno in Italia.

marocco 2006 004 800x599marocco 2006 013 800x599marocco 2006 015 800x599marocco 2006 024 800x599marocco 2006 038 800x599marocco 2006 045 800x599marocco 2006 065 800x599marocco 2006 069 800x599marocco 2006 072 800x599marocco 2006 118 449x600marocco 2006 125 800x600marocco 2006 126 800x599marocco 2006 136 800x599marocco 2006 140 800x599marocco 2006 141 800x599marocco 2006 149 800x599marocco 2006 182 800x599marocco 2006 185 800x599marocco 2006 196 800x599marocco 2006 203 800x600marocco 2006 204 800x599marocco 2006 208 800x599marocco 2006 210 800x599marocco 2006 226 800x599marocco 2006 232 800x599marocco 2006 245 800x599marocco 2006 250 800x599marocco 2006 265 800x599marocco 2006 271 800x599marocco 2006 281 800x599marocco 2006 282 800x599marocco 2006 283 800x599marocco 2006 288 800x599marocco 2006 290 800x599marocco 2006 312 800x599marocco 2006 318 800x599marocco 2006 326 800x599marocco 2006 330 800x599marocco 2006 334 800x599marocco 2006 347 800x599marocco 2006 352 800x599marocco 2006 362 800x599marocco 2006 371 800x599marocco 2006 372 800x599marocco 2006 390 800x600marocco 2006 394 449x600

MAURITANIA

Il treno del deserto e il cuore dell'Africa

MAURITANIA 2024

"Tornerà, ossessionato dalla sua nobiltà perduta, là dove ogni passo fa battere il cuore come un passo verso l'amore. Avrà magari creduto di vivere qui soltanto un'avventura e di ritrovare, laggiù, l'essenziale; ma si accorgerà disgustato, che le uniche vere ricchezze le ha possedute qui, nel deserto: questo prodigio della sabbia di notte, questo silenzio, questa patria di vento e di stelle".MAURITANIAIMG 20240309 WA0019 800x450

IL TRENO DEL DESERTO trasporta la polvere di ferro dalla miniera di Zouerat a Nouadhibou, circa 400 km in 14 ore; sembra essere tra i treni più lunghi del mondo con i suoi 3 km di vagoni. Si può viaggiare gratuitamente nei carri merce ma chiaramente senza comfort e pieni di polvere di ferro e del deserto.20240304 171758 450x600

"Per alcuni è follia, per molti non ha senso, ma nel viaggio in treno io ci ho visto il significato della vita, quel carro merce è stata una scatola magica che viaggia nel cuore dell’esistenza. In tutte le sue difficoltà basta avere un amico di fianco, il suo sguardo, la sua pacca sulla spalla per darti il coraggio di arrivare fino alla fine nonostante le scomodità; e quelle stelle lì in alto che osservi oltre il bordo delle pareti del vagone mentre donandoti al viaggio ti lasci andare, sono lì a ricordarti che nessuno al mondo potrà mai impedirti di sognare" (Luca Di Bianca)20240304 172705 800x60020240304 174237 800x60020240304 174305 800x60020240304 191413 800x600IMG 20240305 WA0046 450x600IMG20240304191230 800x600CHINGUETTI. Settima città Santa dell'Islam, antica capitale dei mauri e importante centro di studi islamici. Famosa sin dal Medioevo per ospitare la più antica università dell'Africa Occidentale e custodire dozzine di biblioteche che raccolgono manoscritti su pergamena, rari libri di poesia, matematica, astronomia e testi coranici di grande interesse.MAURITANIA20240307 184652 800x600MAURITANIAIMG 0154 800x533MAURITANIAIMG 0160 800x533MAURITANIAIMG 0178 800x533MAURITANIAIMG 0179 800x533VOLTI DALL'ADRAR, IL CUORE DELLA MAURITANIAMAURITANIAIMG 0037 800x533MAURITANIAIMG 0039 800x533MAURITANIAIMG 0043 800x533MAURITANIAIMG 0050 800x533MAURITANIAIMG 0065 800x533MAURITANIAIMG 0086 800x533MAURITANIAIMG 0090 800x533MAURITANIAIMG 0091 800x533MAURITANIAIMG 0104 800x533DUNE DI AZOUEGAMAURITANIA20240309 083013 800x600PARC NATIONAL DU BANC D'ARGUIN, CAP TAFARIT ED IL VILLAGGIO DI PESCATORI IWIKMAURITANIA20240303 160427 800x600MAURITANIA20240303 192800 800x600MAURITANIAIMG 0005 800x533MAURITANIAIMG 0007 800x533MAURITANIAIMG 0009 800x533MAURITANIAIMG 0029 800x533ATARMAURITANIA20240305 185059 800x600MAURITANIA20240305 162821 800x600OUADANE. Antica città carovaniera, oggi è una città fantasma, un labirintico e silenzioso cumulo di pietre aggrappato a una montagna sospesa sulle sabbie che si perdono all’orizzonte; gli alti muri che costeggiano i suoi vicoli nascondono soltanto macerie di un passato fiorente e rovine sferzate dal vento.MAURITANIAIMG 0136 800x533MAURITANIAIMG 0137 800x533MAURITANIAIMG 0140 800x533RICHAT. I nomadi nell'area dell'occhio del SaharaMAURITANIAIMG 0122 800x533MAURITANIAIMG 0130 800x533MAURITANIAIMG 0134 800x533MAURITANIAIMG 0135 800x533MAURITANIAIMG 0191 800x533MAURITANIAIMG 0194 800x533NOUAKCHOTT. Il mercato del pesceMAURITANIAIMG 0225 800x533MAURITANIAIMG 0208 800x533MAURITANIAIMG 0218 800x533MAURITANIAIMG 0222 800x533MAURITANIAIMG 0224 800x533

"Cio che fa bello il deserto è che da qualche parte nasconde un pozzo" Antoine de Saint Exupery

MESSICO

Tra le rovine dei Maya e degli Aztechi

MESSICO 2008

Arrivo a Città del Messico, città immensa con quasi 20 milioni di abitanti e ricca di attrazioni. Da non perdere il Museo di Antropologia uno dei più grandi e importanti del mondo ricchissimo di reperti su tutte le culture della Mesoamerica (Aztechi, Maya, Teotihuacani, Zapotechi, Toltechi). Altra tappa obbligata è la Plaza de la Constitution, nota come Zocalo, sulla quale si affacciano la Cattedral Metropolitana e il Palacio National che conserva uno dei murales più belli di Diego Rivera. Poco distante il Templo Mayor dove è visibile ciò che rimane di un grandioso tempio della città azteca di Tenochtitlan, rasa al suolo da Cortes. Tempo permettendo, Città del Messico avrebbe molto altro da offrire come il caratteristico quartiere di Coyoacan con la Casa Azul di Frida Kahlo, il Palacio de Bellas Artes con i murales di Rivera, la Basilica di Nuestra Senora de Guadalupe e Plaza de las Tres Culturas, luogo dell’ultima battaglia fra Aztechi e spagnoli. Non lontano da città del Messico c’è la spettacolare sito di Teotihuacan, dove si può salire sulle altissime piramidi del Sole e della Luna. E poi Taxco, piccolo gioiello di architettura coloniale arrampicato su un’altura e centro della lavorazione dell’argento; Cuernavaca col palazzo di Cortes e il Templo de la Asuncion e i canali di Xochimilco che durante i giorni di festa si riempiono di coloratissime barche sulle quali i messicani cenano, ballano e ascoltano i mariachi. In volo verso Tuxtla Gutierrez per approdare nel Chiapas e dopo aver fatto una escursione in barca tra le pareti alte fino a mille metri del Cañon de Sumidero si raggiunge San Cristobal de las Casas, bellissima città coloniale. Da qui ci si sposta verso San Juan de Chamula nella cui chiesa i riti maya si fondono con quelli cristiani e Zinancantán, altro centro delle etnie di origine maya. Dopo esserci ristorati presso le cascate di Agua Azul e Misol-Ha si arriva al confine con il Guatemala per visitare i due siti maya di Bonampak, particolarmente interessante per gli affreschi dipinti all’interno del Templo de las Pinturas e Yaxchilán completamente immerso nella giungla che si raggiunge con un’ora di navigazione sul fiume Usumacinta. È poi la volta della spettacolare Palenque che custodisce la famosa tomba di Pakal, purtroppo oggi non più visitabile. Passando per la splendida città coloniale di Campeche, Patrimonio Unesco, e dopo aver visto Uxmal, altro gioiello della civiltà maya, raggiungiamo Merida, si visita Chichén Itzá il più famoso sito dello Yucatan e annoverato tra una delle 7 meraviglie del mondo “moderno”. Dopo aver fatto il bagno in uno o due cenotes (piccoli laghi di acqua dolce di una trasparenza incredibile) si punta verso il mar dei Caraibi visitando l’ultimo sito maya a Tulum, spettacolarmente arroccato sul mare. Infine in volo da Cancun rientreremo in Italia.

 

MOLDOVA e BUCOVINA

Tra monasteri e zingari

OTTOBRE 2021

Repubblica di Moldova 

ORHEIUL VECHI

Botoceni villageMOLDOVA E BUCOVINAIMG 0289 800x527MOLDOVA E BUCOVINAIMG 0293 800x533MOLDOVA E BUCOVINAIMG 0295 800x533

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Cave monastery

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SOROCA

Fortress

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GIPSY HILL – LA COLLINA DEGLI ZINGARI

I Rom sono rintracciabili in Moldavia sin dal 1400 e si stima che in tutto potrebbero essere tra i 200 e i 250 mila anche se molti preferiscono non dichiararsi di etnia Rom. Nella collina nei pressi di Soroca sono più di 5000 e vivono tranquilli nelle loro case kitsch, come quelle in foto che riproducono  il teatro Bolshoi, la Casabianca, la cupola di San Pietro e una Moschea… Sono riuscito ad andare a trovare il Barone Artur Cerari, il punto di riferimento di tutti Rom; mi ha accolto nella sua casa in cambio di una bottiglia di Kvint invecchiato (un cognac transnistriano); con me avevo una guida che traduceva e mediava, altrimenti sarei uscito “forse” da quella casa dopo 2 giorni, visto l’entusiasmo con cui sono stato accolto per quel semplice omaggio che gli avevo offerto. Artur si fa chiamare barone ed è una figura di riferimento tra i Rom della Moldavia, la sua autorità risolve le dispute tra la comunità Rom del Paese e c’è chi dice che non ci si possa neanche sposare senza il suo consenso.  Nel viale d’ingresso si trovano una serie di vecchie macchine sovietiche di cui una con un foro di proiettile proprio sul vetro frontale…

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Casa del Barone Artur Cesari, la sua famiglia e il figlio Arrtur Junior

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Confine fluviale Moldova - Ucraina

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CHISINAU, la capitale della Moldova

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CHISINAU, Ciuflea Monastery

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Chisinau, mercato

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BUCOVINA (ROMANIA)

Voronet, Moldovita, Sucevita Monastery (nella prima in basso “Il GiudizioUniversale d’Oriente”)

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IASI: Chiesa dei tre gerarchi – Palazzo della Cultura

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MONGOLIA

Fra il popolo di Gengis Khan

...come pastori erranti andiamo a pascolare il nostro gregge di pensieri sugli altopiani della nostra anima, lontano dai lupi della civiltà...

...in eterno cammino, per necessità e vocazione...

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MONGOLIA 2015

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ITINERARIO MONGOLIA, agosto 2015

1. 2 dom ROMA (20:55) / MILANO (21) – PECHINO (13:10/13:30) aereo aereo
2. 3 lun PECHINO (15:10) - ULAANBAATAR (18:30) Toto Hotel aereo-bus
3. 4 mar ULAANBAATAR – GANDAN KHIID- IKH GAZARIIN CHULUU N.P. Tuv borjigin camp uaz
4. 5 mer MANDALGOBI - DALANDZADGAD TOWN – GOBI GURVAN SAIKHAN N.P. Dungenee camp uaz
5. 6 gio YOL VALLEY – DUNGENEE AM – BAYANDALAI - KHONGORIIN ELS Juulchin gobi 2 camp uaz
6.  7 ven BULGAM SUM – FLAMING CLIFF - BAYANZAG Gobi bayanburd camp uaz
7.  8 sab MANDAL-OVOO – ONGHY KHIID RUINE Saikhan gobi camp uaz
8.  9 dom HUJIRT - KHANGAIN NURUU N.P. – ORKHON VALLEY – WATERFALL – RIDING HORSE Bayan uul camp uaz
9.  10 lun TOVKHON MONASTERY – TSETSERLEG TOWN – TAIKHAR ROCK Taikhar camp uaz
10. 11 mar CHULUUT CANYON – VOLCANO TREKKING – TERKHIIN TSAGAAN NUUR Ikh khorgo camp uaz
11. 12 mer TARIAT - KHARAKORUM CITY – ERDENEZUU MONASTERY Misheel camp uaz
12. 13 gio ULAANBATAAR (city tour and performance) Toto hotel uaz-piedi
13. 14 ven ULAANBATAAR – HOHHOT (12:30) - DATONG Yun Gang Int. aereo-bus

lUCA DI BIANCA

SCRITTORE-VIAGGIATORE
Luca Di Bianca è uno scrittore-viaggiatore e scrive per beneficenza. I proventi dei suoi libri hanno finanziato diversi progetti e associazioni

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